10 marzo 1782: papa Pio VI a Chioggia

Un ritratto di papa Pio VI
Un ritratto di papa Pio VI

Partito da Roma e diretto a Vienna, dove doveva incontrare l’imperatore Giuseppe II, papa Pio VI, il 10 e 11 marzo del 1782, fece tappa a Chioggia.

Ad accoglierlo fu il vescovo Giovanni Benedetto Civran che, assieme a quattro canonici prese una barca e decise di aspettare il Pontefice ai confini della diocesi, alle porte di Cavanella Po, visto che egli sarebbe giunto da Ferrara via fiume.

Il papa, con il suo numeroso seguito, giunse a Cavanella Po a bordo di un bucintoro dove venne fatto salire anche il vescovo, mentre il podestà, Bartolomeo Gradenigo, attese Pio VI ai confini del comune, ovvero a Cavanella d’Adige.

Giunsero a Chioggia quando ormai era già notte e venne accompagnato, con la luce delle torce, fino a Palazzo Grassi, residenza di una nobile famiglia locale che, per l’occasione, avevano addobbato l’edificio con splendidi arazzi e magnifici suppellettili, illuminando il tutto con candelabri artistici. Qui trovò ad attenderlo patrizi veneziani ed alcuni vescovi del Veneto. Pernottò nel palazzo ed il mattino dopo, 11 marzo, ascoltò la messa celebrata dal suo cappellano.

Saputo dell’arrivo del Pontefice, una gran folla si accalcò al di fuori di Palazzo Grassi ed allora Pio VI si affacciò al poggiolo impartendo la benedizione alla gente che si era ammassata sulla riva ma anche sui ponti e sulle finestre circostanti.

Dopo pranzo, accompagnato dal vescovo Civran, fece rotta con il suo bucintoro verso Venezia, ma non attraversando la laguna, per le cattive condizioni del tempo, bensì risalendo il Brenta, attraverso Mira e Mestre. A Palazzo Grassi fece lasciare 50 zecchini papali per la servitù.

Il trono, in legno intagliato e dorato, scolpito con putti, ninfe ed ippocampi, su cui sedette Pio VI, dopo alterne vicende e successioni arrivò fino a Ca’ Rezzonico, a Venezia, dove si trova tuttora.

Il passaggio a Chioggia di papa Pio VI è ricordato in una lapide esistente sotto l’arco della Torre di Santa Maria, ma anche nella chiesa di Sant’Andrea ed all’ingresso di Palazzo Grassi.

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