18 marzo 1888: a Chioggia arriva l’acquedotto

Il getto d'acqua durante l'inaugurazione dell'acquedotto
Il getto d’acqua durante l’inaugurazione dell’acquedotto

Il sindaco di Chioggia, Emilio Penzo, alle ore 14 del 18 marzo 1888, in Corso del Popolo, di fronte al municipio, apre la valvola che fa sprigionare una colonna d’acqua, limpida e pure, che raggiunge l’altezza di dodici metri.

E’ il momento clou della cerimonia per l’inaugurazione dell’acquedotto chioggiotto, alla quale partecipano tutte le autorità locali: dal primo cittadino al Prefetto, ai deputati e consiglieri provinciali, sistemati in un palco di legno, adornato di damaschi, sul quale si accedeva salendo cinque gradini. Numerose piante ornamentali, fiori ed un cumulo di pietre regolarmente sistemate a piramide, circondando il punto esatto dal quale si sprigiona il forte getto d’acqua.

C’è anche il vescovo, mons. Lodovico Marangoni, accompagnato da un gruppo di chierici, che impartisce la benedizione di fronte ad una folla numerosa. Nel tardo pomeriggio anche la banda si esibisce in un pubblico concerto, poi interrotto dalla pioggia.

Più tardi, presso una sale dell’Hotel Luna, il cav. Vanni, concessionario del servizio dell’acquedotto per conto della ditta Marsaglia di Torino, invita gli amici ad un banchetto, così come si festeggia anche alla “Stella d’Italia” con una conviviale promossa da Ernani Nordio.

L’acquedotto garantisce, da quel momento, i rifornimenti idrici alla zona di Chioggia, la cui popolazione, fino ad allora, era costretta a bere l’acqua, prelevata con barconi e tinozze, dal fiume Brenta.

L’acqua non apparve di gusto saporito ma era a più portata di mano della povera gente che, in caso di impellente necessità, doveva rivolgersi alla benevolenza dei proprietari di pozzi casalinghi.

Nei campielli vennero istituiti gli “acquaroli” che, per conto dell’impresa, distribuivano l’acqua al costo di un centesimo a secchio, mentre il personale venne selezionato tra i barcaioli che prima si recavano al Brenta a prelevare la stessa.

Le fontane pubbliche, all’inizio, erano circa una dozzina ubicate in Campo del Duomo e nelle calli, Manfredi, Fattorini, Donaggio, Malanni, Lisatti, S.Cristoforo, S.Nicolò, Picelli, Zitelle Vecchie, S. Caterina e Voltolina, funzionanti ad orari diversi e con distribuzione gratuita dell’acqua. Fontane che aumenteranno con il passare degli anni vista l’esigenza della gente che ora preferiva lavarsi a casa anziché… nei canali.

La rete idrica fu completata prima dello scoppio della prima guerra mondiale, fornendo d’acqua potabile le famiglie a domicilio.

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