22 marzo 1848: Chioggia si libera dagli Austriaci

Moneta veneziana celebrativa
Moneta celebrativa

Dopo la caduta di Napoleone Bonaparte, nel 1814, gli austriaci erano tornati a dominare per la seconda volta Chioggia e vi rimasero quasi mezzo secolo. La Municipalità aveva preso il nome di Congregazione municipale e a capo del governo cittadino era ritornato il podestà, che rimaneva in carica per tre anni.

In questi anni gli Austraici cercarono sempre di bloccare lo sviluppo del porto, dimostrando di privilegiare il terminal di Trieste rispetto a quelli lagunari. Addirittura venne elaborato un progetto che tagliava fuori i porti della laguna di Venezia a favore di Porto Levante, indicato come punto terminale della idrovia padana. Di conseguenza la città divenne sempre più un centro peschereccio e la pesca ne diventò l’attività prevalente. La povertà era però molto diffusa e le precarie condizioni igieniche finivano talvolta per favorire epidemie di colera e di vaiolo.

Tuttavia nel 1848 i primi segnali di rivolta a Venezia, fecero eco anche a Chioggia che rispose scendendo in piazza il 18 marzo, dopo che il comportamento arrogante di un esattore che esigeva il pagamento di una tassa da una famiglia miserabile, aveva fatto scoppiare alcuni tumulti. In quella circostanza un uomo ebbe l’ardore di arrampicarsi sullo stendardo legandovi una bandiera rossa, al grido di “Viva l’Italia, via Pio IX”, sfidando la legione austriaca che si trovava nella vicina Loggia dei Bandi.

Fu l’inizio di una serie di manifestazioni spontanee che portarono a sfilate con bandiere tricolori, arrivando persino a sfondare le porte dei campanili per suonare  a festa le campane.

Il comandante della piazza, maggiore Giuseppe Gorizzutti, evitò di reagire e di fatto la città si liberò senza alcun intervento esterno. Nella notte tra il 22 ed il 23 marzo (mentre a Venezia Daniele Manin proclamava l’indipendenza della Repubblica veneziana), nella casa del podestà Antonio Naccari (in Calle Biseghella, dove si può vedere una lapide commemorativa), venne firmato l’atto di resa e venne costituito un governo autonomo, con lo stesso Naccari alla guida, appoggiato dai patrioti Tommaso Venturini, Tommaso Vianelli, Alessandro Perlasca, Angelo Cipriotto, Giacomo Domenico Lisatti e Antonio Bonivento.

Tra i primi atti venne creata una guardia civica formata da volontari, che garantiva l’incolumità della guarnigione austriaca nella ritirata, poi fatta partire per Trieste e, prima di aderire al governo provvisorio di Venezia, Chioggia per una decina di giorni si governò a tutti gli effetti come una repubblica indipendente. 

 

2 thoughts on “22 marzo 1848: Chioggia si libera dagli Austriaci

  • Marzo 22, 2016 at 12:10 pm
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    Ma questo che è???? u forse un messaggio subliminale il quale dice che dobbiamo essere schiavi di Venezia???? Dai che sono vecchi questi trucchetti,i Chioggiotti mica son scemi!!!!

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    • Marzo 22, 2016 at 2:33 pm
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      Non c’è nessun messaggio subliminale, è semplicemente un importantissimo fatto storico accaduto oggi. Fosse successo il 28 luglio l’avremmo pubblicato in quella data, non la facciamo certo noi la storia. Comunque che a lei piaccia o meno la storia di Chioggia si è spesso intrecciata con quella di Venezia. Forse però lei non conosceva questo episodio e allora si rilassi e buona lettura!

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