24 marzo 1946: Antonio Felice Ravagnan primo sindaco eletto del dopoguerra

Il sindaco Antonio Felice Ravagnan durante l'inaugurazione dello stadio
Il sindaco Antonio Felice Ravagnan durante l’inaugurazione dello stadio

Dopo i disastri della guerra, inizia anche per Chioggia il periodo difficile e laborioso della ricostruzione. Pochi giorni dopo la Liberazione, il C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) invitò l’avvocato Piero Scarpa ad assumere la carica di sindaco che ricoprì dal 3 maggio 1945 al 22 ottobre dello stesso anno.

Nel 1946 vennero poi indette le prime elezioni amministrative libere. Ed il 24 marzo venne proclamato sindaco Antonio Felice Ravagnan, che divenne così il primo sindaco di Chioggia del dopoguerra, dopo la parentesi Scarpa.

Le elezioni del 1946 coinvolsero 25.570 elettori, di cui 21.269 votanti e 4.301 astenuti. L’esito dello scrutinio vide il PCI raccogliere 10.758 voti (22 seggi), la DC 5.275 (11 seggi), il PSI 1.839 (3 seggi) e il PLI 290. Al voto si presentò anche una concentrazione di ortolani di Sottomarina che riportò 1.910 voti con 4 seggi. Inoltre il partito d’Azione ottenne 258 voti, mentre la lista dei combattenti arrivò a 237.

Il neo sindaco Antonio Felice Ravagnan, era stato un partigiano durante la guerra ed era rappresentante per il Partito Comunista nel C.L.N. Ebbe il compito di far ripartire il paese dopo la guerra ed alla sua amministrazione, tra le altre cose, vanno attribuite la costruzione in muratura del Ponte di San Domenico e l’inaugurazione dello stadio “Aldo e Dino Ballarin” nel 1950. Inoltre durante il suo mandato fu progettato l’ospedale.

Rimase in carica fino alle successive elezioni che si tennero il 27 maggio del 1951, in cui fu eletto il democristiano Marino Marangon.

One thought on “24 marzo 1946: Antonio Felice Ravagnan primo sindaco eletto del dopoguerra

  • Marzo 25, 2016 at 5:18 pm
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    Se ricordo bene, nei primissimi anni 50 vennero fatte le fognature, eliminati i gàtoli, portata l’acqua potabile ai piani alti (abitavo al terzo piano in calle Fabris) e finalmente coperta con sanpietrini la platea delle calli fino ad allora in terra battuta

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