26 marzo 1919: proteste in piazza per l’aumento dei prezzi

Anche per Chioggia la Grande Guerra aveva provocato danni e difficoltà soprattutto dal punto di vista economico e lo stesso ritorno alla normalità, dopo la fine del conflitto, fu a dir poco drammatico.

La disoccupazione, da sempre uno dei problemi principali della città, toccò livelli altissimi e divenne un problema gravissimo al ritorno dal fronte dei reduci, in particolare l’ultima leva arruolata che comprendeva anche la classe 1899.

Così, ben presto, dopo le celebrazioni per il ritorno dal fronte, questi giovani si accorsero che, nonostante il loro sacrificio e le loro sofferenze, non solo non trovarono una giusta e meritata ricompensa, ma addirittura di dover far fronte a condizioni di vita sempre più gravi, per non dire pessime.

I prezzi continuano a salire vertiginosamente, con punte anche di cinque volte superiori al periodo pre-bellico ed inoltre scarseggiavano anche i generi di prima necessità, imboscati ed oggetto di speculazioni del mercato nero.

Di fronte ad una situazione che stava diventando sempre più drammatica subentrò la rabbia e la protesta che si concretizzò in una prima manifestazione di piazza il 26 marzo del 1919, quando vennero lanciati sassi ed altri oggetti contro le autorità del Comune e contro gli agenti di Polizia.

Le mobilitazioni continuarono nei mesi successivi e coinvolgevano praticamente tutte le classi lavorative dell’epoca, compresi i pescatori che, vista l’impossibilità di riarmare le loro barche, manifestarono nel mese di luglio. Gli operai dei cantieri Poli entrarono in sciopero il 12 maggio e tutte le leghe compatte dichiararono lo sciopero generale il 17 maggio. Non di meno protestarono anche gli ortolani, in difficoltà a saldare i subaffitti dei fondi demaniali dopo gli anni di improduttività.

Le proteste proseguirono anche nei primi mesi del 1920 e sull’onda di questo disagio si arrivò alle elezioni amministrative del mese di ottobre che premiarono i socialisti di Riccardo Ravagnan che conquistarono la maggioranza dei seggi (26 su 40) e la guida del Comune, contro i 6 seggi ottenuti dai vecchi liberali e gli 8 seggi andati agli autonomisti sottomarinanti ed ai Popolari.

(Fonti consultate: “Chioggia tra le due guerre mondiali”. di Sergio Ravagnan)

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