5 febbraio 1992: muore il presidente dell’Union Cs Franco De Paolis

Il presidente Franco De Paolis con Gianni Rivera
Il presidente Franco De Paolis con Gianni Rivera

Il 5 febbraio del 1992 si arrendeva ad una malattia che lo stava perseguitando da parecchi anni Franco De Paolis che è stato, senza ombra di ogni dubbio, il presidente più amato dalla tifoseria chioggiotta. Agente assicurativo nella vita di tutti i giorni, De Paolis è stato sicuramente un personaggio che ha fatto la storia dell’Union Clodiasottomarina.

Era arrivato nel 1978, con la squadra che era retta, in qualità di commissario straordinario, dall’allora sindaco Renato Ballarin ed aveva appena subito la seconda retrocessione di fila, passando nel giro di due anni dalla Serie C alla Promozione. De Paolis, un po’ per volta, cominciò a sgombrare le macerie ed a ricostruire una società che toccherà la sua apoteosi nella stagione 1984-85 con la vittoria del campionato ed il ritorno in Interregionale.

Franco De Paolis era un personaggio vulcanico che si trasformava durante le partite, quasi sempre presente, incubo di arbitri e guardalinee che spesso finivano nelle sue ire, perché il calcio e l’Union Cs divenne in poco tempo la sua ragione di vita.

A Schio, nel 1985, rischiò l’infarto quando Luca Boscolo mise a segno il gol del 2-0  contro la diretta rivale per la promozione, sancendo la matematica vittoria del campionato dei granata. Così come a Roteglia, l’anno successivo, in un campo sul quale si affacciava un convento di suore che furono costrette a chiudere le imposte per non udire i sacramenti che arrivavano durante la partita, quando l’Union Cs, pur pareggiando, riuscì a conquistare una insperata salvezza.

Per descrivere gli episodi che videro protagonista Franco De Paolis ci vorrebbe un libro intero. Purtroppo quel calcio oggi non c’è più. La città, dopo la vicenda giudiziaria che gli costò molto anche sotto il profilo della salute, gli ha voltato le spalle. C’è un campo dedicato a lui a Borgo San Giovanni, ma solo gli ultras granata, di fatto, non lo hanno mai dimenticato intitolandogli la curva sud dove, fino a qualche anno fa, faceva bella mostra uno striscione che ricordava quello che è sempre stato il presidente per antonomasia. Ora non c’è più nemmeno quello striscione.

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