A volte la libertà si difende con le armi

Un drone ha distratto il radar principale del Moskwa con area di controllo a 180 gradi finché 2 missili neptune radenti la superficie del mare e teleguidati dalla parte opposta, volavano a 300 km/ora verso il bersaglio, centrandolo. Una tattica dell’intelligence ukraina ha affondato l’ammiraglia russa e con lei buona parte dei 500 uomini dell’equipaggio.

Il fatto militare non può non passare per una grande umiliazione per Putin, se aggiunto che, oltre alla grave perdita, la flotta russa ha abbandonato il mare di fronte ad Odessa, diventato una trappola per topi. Militarmente Kiev si sta dimostrando la capitale di una nazione unita dalla volontà di difendere la propria libertà. Mai nessuno di noi, e forse gli ucraini stessi, avrebbero scommesso su una RESISTENZA così forte, determinata ed efficace contro l’invasore.

Il tema però, sotto il profilo umano rimane devastante. Le nefandezze compiute dall’esercito russo e dai reparti musulmani ad esso affiliati nei confronti del popolo ucraino rimangono ciò che non era anch’esso prevedibile. Abusi sistematici delle donne, civili torturati ed uccisi per sfregio, missili su obbiettivi civili e sanitari, devastazione sistematica, fosse comuni e saccheggi fanno dell’esercito russo l’esempio della peggiore schifezza di cosa può fare una forza militare. Non vi posso nascondere, da uomo di mare, quanta pena provo per quei 500 marinai affondati e affogati ieri. Ma quegli uomini sapevano ed avevano scelto la vita di una divisa, dove la morte in combattimento fa parte dell’orizzonte di ciò che può accedere. Quello che invece non è assolutamente accettabile è, che in questa schifezza di guerra russa, siano state seviziate, sfregiate e barbaramente uccise persone che avevano scelto di vivere in pace.

Il Popolo Ucraino ha diritto di difendersi e di combattere per la propria democrazia e non c’è posizione più ideologicamente peggiore dell’ANPI che neghi questa libera scelta in nome del pacifismo. La pace si difende anche con le armi. Diversamente l’invasione russa non avrebbe portato nessuna pace al popolo ucraino. Né libertà. Né democrazia. La pace di un dittatore è l’asfissia dei diritti. Quelli di cui certamente l’ANPI oggi non è la migliore rappresentante.

Possiamo concludere che, viste le posizioni dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, rimangono egemoni all’interno della stessa quei vetero comunisti che sono gli eredi della sola componente estrema di ciò che fu il Comitato di Liberazione Nazionale. In esso, dopo l’8 settembre del 43 ebbero invece ragione, a garanzia della nostra libertà, le parti cattoliche, liberali e repubblicane. Quelle parti che ci hanno permesso di essere il Paese civile che siamo. Diversamente oggi saremmo un paese filo sovietico e comunista, dove i diritti civili vengono calpestati ogni giorno, al pari di altri. Se lo ricordi bene Gianfranco Pagliarulo prima di fare altre piazzate sul pacifismo a senso alternato. Viva la libertà! Viva l’Ucraina libera!

Marino Masiero

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