Actv si svuota, centinaia di dipendenti chioggiotti ai seggi

Scrutatori, presidenti di seggio o rappresentanti di lista e buona parte arriva da Actv. Già perché anche stavolta molti dipendenti dell’azienda di trasporti veneziana anziché prestare servizio sugli autobus o a bordo dei vaporetti saranno ai seggi in vista delle elezioni politiche, una situazione che ancora una volta rischia di mettere in ginocchio l’azienda, con corse che potrebbero anche saltare ma soprattutto lo scherzetto costerà ad Actv qualche centinaio di migliaia di euro.

Nel 2015, alle amministrative e regionale, il danno totale fu di 500 mila euro ma, evidentemente, la lezione non è servita perché anche stavolta l’azienda dovrà trovare 350 sostituti con un esborso notevole. Finora Avm ha recuperato 120 sostituti e conta almeno di arrivare a 200, ma difficilmente potrà arrivare a 350 con grave disagio per l’utenza.

IL PRIMATO DI CHIOGGIA. E se già il problema nel suo complesso è piuttosto grave, diventa ancor più eclatante se si considera che su un totale di 341 tra capitani, autisti e marinai che sabato, domenica e lunedì saranno ai seggi e non in servizio, ben 243 sono di Chioggia, sempre che non scelgano di fare anche il riposo compensativo oltre al permesso, invece di farsi pagare la retribuzione. Un triste primato, certo, non scongiurato neanche dai sorteggi predisposti dalla giunta Ferro, anche perché la maggior parte dei duemila dipendenti Actv arriva proprio da Chioggia e Pellestrina.

LA RABBIA DELLE ISTITUZIONI. Il paradosso ha scatenato le ira dell’assessore alla mobilità di Venezia, Renato Boraso. “E’ una vergogna – ha detto – che lavoratori che hanno già dei buoni stipendi mettano in ginocchio in questo modo l’azienda, creando anche notevole disagio all’utenza. Il sindaco di Chioggia inviti tutte queste persone a rinunciare alla nomina e altrettanto facciano i sindacati”. Già nel 2016 il sindaco Brugnaro, pur garantendo il diritto sacrosanto di chi vuol fare lo scrutatore, aveva sottolineato che doveva essere salvaguardato anche il diritto dei viaggiatori.

“Nonostante i richiami di Brugnaro e Ferro – ha concluso Boraso – siamo ancora alle solite. Li invito a riprendere il servizio se hanno un senso di responsabilità, oltretutto potrebbero lasciare il loro posto a studenti e disoccupati che ne hanno più bisogno”.

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