Ancora attacchi di tartarughe ai bagnanti

Dopo gli episodi che si sono verificati venerdì, all’altezza della torretta 25 nei pressi dello stabilimento Granso Stanco, nella zona meridionale del litorale di Sottomarina, altri attacchi di tartarughe contro i bagnanti si sono verificati anche oggi, venerdì, stavolta nella parte un po’ più centrale della spiaggia.

Giovedì a farne le spese sono stati un uomo ed una donna, che stavano nuotando oltre il limite di acque sicure ed hanno subito i morsi di questi rettili che, normalmente, non sono affatto aggressivi. Nella fattispecie i due sono stati curati nell’infermeria dello stabilimento, aiutati anche dai bagnini di salvataggio.

Oggi, però, vengono segnalati addirittura altri cinque attacchi, stavolta nella parte più centrale della spiaggia. Aggressioni che sono arrivate dopo le pomeriggio con la bassa marea, quando cioè anche dopo il limite di acque sicure si tocca abbastanza agevolmente.

Chiaro che non si tratta di attacchi deliberati da parte di queste testuggini della specie caretta-caretta, la più comune nel mare Mediterraneo, ma che cosa abbia scatenato la reazione degli animali non è ancora dato sapersi. Si presume che l’autore degli attacchi sia un unico esemplare, che potrebbe essere ferita e quindi quando, anche involontariamente, si avvicina i bagnanti aggredisce per difendersi oppure, ipotesi molto più suggestiva, nel tratto di spiaggia interessato potrebbe anche aver depositato delle uova, come già accaduto nella spiaggia di Jesolo.

Se le caretta-caretta non sono una rarità nei nostri mari, lo è molto di più l’eventualità di una deposizione di uova, in quanto questi rettili preferiscono, sempre d’estate, le acque e le spiagge calde del sud della penisola. Tuttavia il surriscaldamento dell’acqua del mare, che già ha portato specie ittiche finora comuni in altre latitudini, potrebbe aver indotto le tartarughe a scegliere anche le spiagge del nord Italia.

Comunque, sia per salvaguardare la tartaruga, che ricordiamo è un animale protetto, che per scongiurare altri attacchi, nelle prossime ore interverrà a controllare uno staff di Biologia Marina dell’Università di Padova per cercare di tracciare un quadro della situazione. Nel frattempo si invitano quei bagnanti che dovessero imbattersi nella tartaruga a non molestare l’animale che evidentemente è terrorizzato per i più svariati motivi, con un occhio di riguardo per i bambini. Il mare per la caretta-caretta è il suo habitat naturale, non spetta all’uomo turbarne l’equilibrio naturale.

(Nella foto: i segni dei morsi della tartaruga)

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