Anticorpi monoclonali: su duecento persone trattate, solo quattro poi ricoverate

Dei quasi duecento pazienti positivi al Covid curati con gli anticorpi monoclonali nell’Ulss 3, solo quattro hanno avuto poi bisogno di un ricovero; e anche per questi quattro l’esito è stato comunque positivo in tempi rapidi. “La terapia è efficace – sottolinea Chiara Berti, Direttore della Funzione ospedaliera dell’Ulss 3 Serenissima – e va detto che esiti così positivi, con la quasi totalità delle persone trattate che non necessitano poi di cure ospedaliere, sono il risultato di una corretta analisi dei casi su cui utilizzarla. Il trattamento va infatti effettuato sulle persone che sono appena state colpite dal virus, da pochi giorni, da dieci giorni al massimo”. Con la cura attraverso i monoclonali, l’organismo di queste persone viene arricchito di anticorpi che combattono il virus: “Forniamo al soggetto colpito dal Covid-19 – spiega la dottoressa Berti – quella carica di anticorpi necessaria a combattere la malattia: sottoponiamo il paziente ad un trattamento con una flebo, e con questa infusione, che dura un paio di ore, immettiamo nell’organismo quegli anticorpi che chi si vaccina produce invece spontaneamente, proprio grazie al vaccino”. La reazione dell’organismo, così, fa regredire il virus, e impedisce che la sua azione acquisti forza.

Anche grazie ai Medici di Famiglia, che valutano i pazienti e spiegano loro, quando è indicata, l’efficacia della terapia, nell’Ulss 3 Serenissima il trattamento con gli anticorpi monoclonali risulta gradito e ben accolto dai pazienti a cui viene proposto: “Solo otto sono fin qui i casi di ‘rifiuto’ registrati – sottolinea la dottoressa Berti – a fronte di 190 pazienti considerati eleggibili e a cui la terapia è stata proposta. Dei 184 pazienti sottoposti a terapia, una novantina provenivano dal territorio, proprio attraverso l’azione di reclutamento effettuata dai Medici di Famiglia, dagli Usca e dalle strutture territoriali. Una trentina sono stati i pazienti sottoposti a terapia mentre erano ricoverati in ospedale per altra patologia. Poco più di sessanta soggetti sono stati indirizzati alla terapia dai nostri Pronto Soccorso”.

Il trattamento avviene al Pronto Soccorso dell’Angelo per l’area di Mestre, e negli ambulatori dedicati all’Ospedale di Dolo, a cui fa capo anche Chioggia, e all’Ospedale di Venezia per i rispettivi territori. I referenti per la terapia sono il dottor Sandro Panese, primario di Malattie Infettive, per l’area di Venezia e Mestre, e il dottor Moreno Scevola, Primario di Medicina interna per l’area di Mirano-Dolo e Chioggia.
Il più giovane tra i pazienti trattati aveva 18 anni, il più anziano aveva la bella età di 94 anni. Alla terapia con gli anticorpi monoclonali sono stati sottoposti anche anziani individuati come positivi nelle Case di Riposo di Santa Maria del Rosario e di Fiesso d’Artico, e anche alcuni dei turisti greci contagiatisi durante il loro viaggio in pullman attraverso l’Europa.

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