Approvato dalla Salvaguardia il progetto di recupero del Forte San Felice

Importante passo avanti, negli ultimi giorni, per il recupero del Forte San Felice. La Commissione per la Salvaguardia di Venezia ha infatti approvato il progetto che prevede, per ogni manufatto del compendio storico, uno specifico intervento di recupero, anche se per il Castello della Luppa serviranno ulteriori indagini di approfondimento.

«Questa approvazione è un traguardo importante, all’interno di un procedimento lungo e complesso – spiega il vicesindaco e assessore al Demanio Marco Veronese – che vede il Comune da tempo impegnato all’interno del tavolo tecnico, assieme al Ministero della Difesa, al Ministero dei Beni Culturali, Ministero delle Infrastrutture ed Agenzia del Demanio, nonché delle strutture ministeriali periferiche, quali ad esempio Soprintendenza e Provveditorato. La soddisfazione c’è per l’impegno profuso, che ha consentito di presentare un progetto di valorizzazione (con una consistente porzione pubblica pari al 87% dell’area) che ha trovato accoglimento all’interno della Commissione per la Salvaguardia di Venezia. L’augurio è che ora si proceda in tempi rapidi con l’esecuzione degli interventi a cura del Provveditorato. Questa collaborazione istituzionale molto ampia e complessa – conclude il vicesindaco Veronese – è l’unica via che può garantire il raggiungimento degli obiettivi ambiziosi di fruizione pubblica del compendio. Mi auguro che al più presto, Covid permettendo, i progetti presentati alla Commissione possano essere condivisi con una presentazione pubblica alla cittadinanza».

A causa dell’emergenza sanitaria, lo scorso anno erano stati sospesi i lavori, iniziati ad aprile 2019, del portale monumentale del Tirali, che ora finalmente sono ripresi e che fanno parte del primo dei tre stralci previsti.

One thought on “Approvato dalla Salvaguardia il progetto di recupero del Forte San Felice

  • Luglio 28, 2021 at 9:26 am
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    C’è un emblema lapideo che una volta indicava l’entrata nella laguna. E’ situato sullo spuntone che delimitava il mare dalla laguna. Poi la diga lo ha retrocesso ma il significato è lo stesso: “Adesso stai entrando nella Laguna, territorio imprescindibile della Serenissima Repubblica di Venezia. Sii rispettoso e omaggia la repubblica che nella storia è stata la più longeva di tutte!”.
    L’emblema che riportava un bel Leone di San Marco, è stato scalpellato dai napoleonici che odiavano la Serenissima. I nostri “amici” francesi hanno cancellato e distrutto più che hanno potuto, tutto ciò che rappresentava Venezia.
    Infatti ora, pur intuendo la forma del Leone Alato andante, non se ne scorge più la maestosità. Infatti è lo scempio della distruzione storica!
    Ora, tra Chioggia e Venezia c’è sempre stato un sentimento di amore/odio. Però la Guerra di Chioggia ha, alla fine, dimostrato che sotto sotto, la Serenissima ci ha sempre tenuto a Chioggia. I “marineri” dei vaporetti veneziani sono pressoché tutti “ciosoti”; Casanova e Goldoni – e non solo – a Chioggia ci si sono trasferiti.
    Detto ciò per memoria storica (ero ragazzino quando l’avventura era di andare, d’inverno, in bicicletta da Calle Olivi a Forte San Felice), non ho ricordi che qualcuno abbia ritenuto storicamente e tradizionalmente opportuno ripristinare detto simbolo di fastosità e splendore. Mancanza d’identità storica? Sicuramente!
    Mi chiedevo, sempre che sia vero che qualcuno spenderà dei milioni di Euri per “sistemare” Forte San Felice, vuoi vedere che sia cosa impossibile impiegarne qualche centinaio al fine restaurare gli antichi splendori marciani e storicamente cittadini???
    Cordialmente. Dino Doveri (già chioggiotto)

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