Armelao rispolvera il progetto “Aleghero” per il mercato ittico

Era stato bollato a suo tempo, durante la giunta Casson, quando venne presentato in pompa magna dall’allora presidente della Camera di Commercio Giuseppe Fadalto (molto vicino, politicamente parlando, ad una parte della lista civica che compone l’attuale maggioranza di governo cittadino), come un progetto irrealizzabile, per via dei costi attuativi, dei vincoli ambientali e per il poco appeal raccolto tra i pescatori. Il progetto dell’Isola dell’Aleghero, quale nuovo sito per ospitare il mercato ittico, dopo che punta Colombi era stata ceduta a Socogas per la realizzazione dell’impianto di Gpl, era stato mestamente riposto in un cassetto con l’idea che probabilmente non sarebbe stato mai più riproposto. Un progetto faraonico, ideato dall’Università La Sapienza di Roma, in una barena subito battezzata l’isola che non c’è proprio per la sua conformazione, bocciato senza se e senza ma dagli operatori del comparto ittico.

Sembrava tutto tramontato, con l’idea che l’unico vero sito per ospitare il nuovo mercato ittico non potesse che essere Punta Colombi, dopo ovviamente il definitivo smantellamento dell’impianto di gpl, del quale, per il momento, nonostante le varie sentenze e obblighi di legge, non è stato smosso nemmeno un bullone. Ebbene durante l’ultimo Consiglio Comunale e, prima, all’interno della IV Commissione, l’amministrazione Armelao ha deciso di rispolverare il vecchio progetto, inserendolo come sito prioritario per la realizzazione del nuovo mercato ittico e, solo in seconda battuta, Punta Colombi a Val da Rio. In realtà, il progetto Aleghero era già stato menzionato dal Sindaco durante l’incontro con il presidente dell’Autorità Portuale a palazzo Grassi. Ora quella che sembrava una boutade è diventata un’idea da perseguire, anziché concentrarsi sullo smantellamento del deposito di gpl di Socogas che, a questo punto, può nutrire ancora qualche speranza di rimanere lì dov’è.

Hanno però teso subito le orecchie gli attivisti del comitato “No Gpl”, tanto che la consigliera di Energia Civica, Maria Rosa Boscolo ha subito proposto un emendamento. «La storia – dice Maria Rosa Boscolo – si ripete sempre uguale: viene tolto il mercato ittico ai Saloni e viene messo come priorità all’Isola dell’Aleghero, in seconda scelta in Val da Rio. Abbiamo protocollato un emendamento urgente per invertire le priorità: prima scelta Val da Rio, se si vuole veramente trasferire il mercato ittico».

La maggioranza di centro destra però in Consiglio Comunale ha tirato dritta ed ha approvato il rinnovo dell’accordo di programma tra Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Settentrionale ed il Comune di Chioggia, dove verranno fatte scelte strategiche per il futuro del porto di Chioggia. «L’accordo – tuona la consigliera Barbara Penzo del Partito Democratico – contiene la folle, irrealizzabile e datata idea di spostare il mercato ittico all’Isola dell’Aleghero. Oltre alla presa in giro per un progetto dalle prospettive impossibili e dai costi insostenibili non si è minimamente considerato i vincoli dell’area, visto che trattasi di area protetta (barena) di un’isola della laguna laguna inserita nel patrimonio Unesco e dove possono essere previsti solo delicati interventi di tutela e protezione e dove si vietano opere di imbonimento».

(Nella foto: il progetto dell’Isola dell’Aleghero)

One thought on “Armelao rispolvera il progetto “Aleghero” per il mercato ittico

  • Giugno 8, 2022 at 3:48 pm
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    Voglio fare presente e meditare sui tempi.
    Abbiamo l’esempio del restauro del “palazzo Granaio”: l’iter progettuale è iniziato nel 1980. Sono passati la bellezza di 42 anni e fra veti della Sovrintendenza, cambi di progetto e burocrazia varia, l’immobile oggi risulta ancora da ultimare.
    E parliamo di un solo immobile di modeste dimensioni, figuriamoci se dovessimo mettere mano alle “barene” dell’isola dell’Aleghero quali tempi biblici andremo incontro. Ed i costi?? Mi sembra quasi una presa in giro!

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