Battistoni raccoglie la rabbia dei pescatori

Tanta rabbia ma anche molta rassegnazione. Sono le emozioni dei pescatori percepite dal sottosegretario alla pesca Francesco Battistoni, al termine della giornata trascorsa a Chioggia, dove ha potuto raccogliere le istanze di un comparto sempre più in crisi ma incapace di far sentire la propria voce in sede europea, dove si decidono regolamenti che da molti anni a questa parte penalizzano il settore ittico. I pescatori sono sfiniti, quasi rassegnati e sembra che ormai abbiano perso ogni speranza, nel controbattere quella che viene chiamata una “deriva ambientalista” europea che, nel giro di pochi anni, ha condannato la pesca ad una lenta ma inesorabile estinzione.

“Sono venuto ad ascoltare e non a fare passerella – ha dichiarato il sottosegretario, accompagnato dal direttore generale della pesca Riccardo Rigillo – e vedo che c’è tanta voglia di combattere. Sono venuto a raccogliere il vostro grido di dolore che però non deve trasformarsi in rassegnazione. Se da 2010, con tutte le limitazioni imposte, non si è risolto il problema significa che si è sbagliato qualcosa e significa che il sistema deve essere cambiato. Non sarà questa una mia visita estemporanea, ma sarà opportuno convocare gli Stati Generali della pesca a Roma o in qualche città della marineria entro fine settembre per presentarsi a Bruxelles a fine dicembre con le idee molto chiare, in modo che nessuno, a livello europeo ci metta in piedi in testa”.

La giornata chioggiotta di Battistoni, voluta ed organizzata dalla Alleanza delle Cooperative, si è conclusa a Palazzo Grassi, dopo che nel pomeriggio c’era stata la visita al mercato ittico e quindi ai pescherecci Audace e Profeta, oltre che ad uno stabilimento di lavorazione dei molluschi. Presente tutto lo stato maggiore del comparto ittico regionale: dall’assessore Corazzari, all’ex assessore Pan, alla europarlamentare Rosanna Conte, alla senatrice Toffanin, ai consiglieri regionali locali, Dolfin, Montanariello e Baldin, l’assessore alla Pesca di Chioggia Daniele Stecco e a tutti i rappresentanti delle varie categorie, oltre al direttore del mercato ittico Emanuele Mazzaro ed infine il Segretario Regionale Uila Pesca Carlo Muccio.

Ma sono stati i pescatori i più eloquenti nel fotografare la situazione. “Se andiamo avanti di questo passo – ha detto sarcasticamente Roberto Penzo “Tanfa” – nel 2024 le nostre barche, almeno quelle in legno, diventeranno stuzzicadenti per i cinesi. Fateci gestire a noi il mare e vedrete che sapremo come fare”. Dai rapidi alle volanti. “Non potete venirci a dire – ha detto Gimmi Zennaro – che 25 volanti presenti in tutto l’Adriatico sono la causa della scomparsa delle sarde e delle alici. E’ evidente che qualcosa nel sistema non funziona e va migliorato, perché di questo passo la pesca morirà”.

Insomma il mondo della pesca è un ferito grave, ma non ha ancora voglia di arrendersi. Per combattere ha bisogno di giocare da squadra una partita davvero molto difficile.

(Nella foto: il sottosegretario Battistoni, con tutti i rappresentanti del comparto ittico)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *