Carisi (25)

Secondo alcuni storici sembra che la famiglia Carisi, nel meridione con il similare di Carrisi (il cognome del cantante Al Bano), sia arrivata a Chioggia proveniente dal Piemonte, probabilmente a metà del ‘500.

Non figura tra le famiglie che hanno fatto parte del Maggior Consiglio della città e nemmeno tra le più antiche “Famiglie de’ cittadini descritte nel libro corrente de’ cittadini giurati, esistente nella Cancelleria Civile G. Boerio e datato 1791.

Tuttavia i Carisi figurano, invece, tra le famiglie che, pur non essendo nobili, fecero richiesta, nel 1581, di essere ammesse alle cariche pubbliche.

Sono molti i componenti di questa casata che sono annoverati tra gli ecclesiastici. Si ha un Giovanni canonico nel 1763 o un Tommaso Maria, uno dei più stimati predicatori morto a Piacenza nel 1791. C’è poi un Giuseppe, vissuto a fine ‘800 che fu ottimo musicista tanto da essere paragonato al genio di Zarlino.

Nel 1848 un Vincenzo è tenente nella Guardia Civica, mentre un Fortunato è stato uno degli eroici operai che, nel maggio del 1849, attesero a demolire il ponte di Marghera, caduti coraggiosamente. Ricordiamo ancora uno scultore e marmista, Angelo e ancora Antonio che fu assessore nel 1816 durante la consacrazione dell’attuale cimitero. Infine padre Antonio, organizzatore delle forze di resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale. Proprio durante l’ultimo conflitto mondiale trovò la morte il marò Vincenzo, classe 1917.

Nessuna calle è mai stata dedicata alla famiglia Carisi, che attualmente conta circa 250 persone. I loro detti sono: anguèla e pùlese.

(Nella foto: lo stemma della famiglia Carisi)