Carlo Muccio riconfermato segretario regionale della Uila Pesca

Al congresso della Uila Pesca che si è tenuto nella sala riunione del mercato ittico di Chioggia, Carlo Muccio è stato riconfermato all’unanimità segretario regionale del sindacato per i prossimi quattro anni. Il congresso è stata anche l’occasione per fare il punto sulle difficoltà che sta attraversando il mondo della pesca, alle prese con crisi di vario genere: dalle riduzioni delle giornate di pesca, al caro gasolio e, adesso, pure la guerra in Ucraina.

Presente al congresso anche la segretaria nazionale di Uila Pesca Maria Laurenza che ha tracciato un quadro generale sulla situazione attuale del comparto ittico, lanciando la proposta alla Commissione Europea di ripensare il contenimento dello sforzo di pesca. «Uila Pesca – ha detto – ritiene che le politiche europee sullo contenimento dello sforzo di pesca debbano essere sospese in attesa di valutare con esattezza il risultati degli sforzi fatti fino ad oggi e, soprattutto, allo scopo di consentire al comparto di affrontare con maggiore serenità questa difficile fase storica».

I numeri però sono impietosi e, anche se il mare è molto malato, come ha detto uno dei presenti in sala, ma non è ancora morto, sono molte le nubi che offuscano l’orizzonte. “Perché – si è chiesto il segretario regionale Carlo Muccio – un giovane dovrebbe fare il pescatore? Perché dovrebbe intraprendere un’attività così dura, sapendo che dovrà spaccarsi la schiena ma che andrà in pensione solamente a 67 anni perché non è ritenuto un lavoro usurante? Oggi, solo il 10% degli addetti è un under 35 e ben il 40% sono lavoratori con più di 55 anni, segno evidente che non è più un mestiere ambito. In 15 o 20 anni si sono persi 18 mila posti di lavoro, la flotta italiana si è ridotta del 20% e la produzione è calata del 26%».

«La comunità europea – ha continuato Muccio – ci impone la bandiera della sostenibilità, ma i nostri pescatori hanno sempre sposato questa idea, perché i pescatori non possono non rispettare il mare che dà loro da mangiare. E’ difficile lavorare due giorni a settimana per campare. Si mettono a rischio i più deboli, che diventano sempre più poveri».

(Nella foto: un momento del congresso)

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