Chi fondò davvero Chioggia?

La fuga di Clodia, Antenore e Aquilio da Troia in fiamma in un bellissimo dipinto di Dino Memmo.
La fuga di Clodia, Antenore e Aquilio da Troia in fiamma in un bellissimo dipinto di Dino Memmo.

Quali furono davvero le origini di Chioggia? Tra storia e leggenda ancora oggi si fa decisamente fatica a stabilire quale fu il padre fondatore della nostra città.

La leggenda popolare e più conosciuta parla della fuga da Troia in fiamme (1100 ca. a.c.), dopo la distruzione per opera degli Achei, di Clodio, Antenore ed Aquilio, tre compagni di Enea, che approdarono sulle coste dell’Alto Adriatico, fondando rispettivamente Clodia (Chioggia), Padova ed Aquileia.

Un’altra fonte ben più antica indica nei Pelasgi (2000 a.c.) i fondatori di Chioggia. I Pelasgi erano una popolazione ellenica, che abitava la Tessaglia che, lasciando le loro città, risalirono l’Adriatico fondando alcune città tra cui anche Cluza (nome di origine pelasgica), ovvero Chioggia, come dimostrerebbero alcuni ritrovamenti di resti di fortificazioni, composti da grossi massi di pietra, caratteristici delle mura delle città di questo popolo.

Vi sono poi gli Etruschi (sec. VII a.c.), in quanto alcuni storici vedrebbero nell’impronta cittadina le caratteristiche urbane delle città etrusche con la via principale chiamato cardo (il Corso del Popolo), intersecato dal decumanus (Piazzetta XX settembre – Calletta Rodomonte) e dalle vie laterali (le calli). Disposizione comunque caratteristica anche degli accampamenti romani.

Tuttavia la prima fonte ufficiale che attesta la presenza di una comunità nel nostro territorio è di matrice romana e risale a qualche decennio dopo Cristo. Nella sua Naturalis Historia (libro III, cap. XVI) il naturalista romano Plinio il Vecchio parla di una Fossa Clodia e del porto di Brundulum, come di un canale navigabile che evidentemente metteva in collegamento Ravenna con Aquileia.

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