Chiereghin, Chieregato (30)

Una parte divisa da una fascia argentea con un “berretto crucis” sopra e delle forbici d’argento sotto, un’altra con un cipresso sormontato da una stella d’oro a cinque punte su campo azzurro sulla destra. E’ lo stemma della famiglia Chiereghin che, secondo gli storici, sarebbe originaria di Firenze, discendendo da Chierichino degli Aldobrandini. Secondo altri, invece, i Chiereghin discenderebbero da Chiereghino dei Chiericati di Vicenza, che nel 1437 fu provveditore nella guerra tra Venezia e gli Sforza di Milano, tanto che a Vicenza esiste ancora un palazzo del Palladio chiamato Chiericati.

Pur con una derivazione diversa, è chiaro che il cognome Chiereghin, etimologicamente parlando, non può che derivare da crericus (chierico), da cui chierica, la tipica tonsura dei chierici, quindi Chierichino e Chiereghin. Etimologia analoga hanno anche i Chieregato, cognome abbastanza diffuso tra Sant’Anna ed il Polesine.

Non si conosce comunque la data della prima presenza di questa famiglia a Chioggia, che non figura tra le appartenenti al Maggior Consiglio e né tra quelle che fecero richiesta di accedervi nel 1581. In una pianta catastale del 1658 appare però, per la prima volta, un Domenico Chiereghin, proprietario di un immobile “con solèr, in Contrà del Ponte Sant’Andrea, mentre altri Chiereghin furono proprietari di case in altri punti della città, tra cui calle Squereti Nordio e, ovviamente, calle Chiereghin.

Si pensa possano essere stati dediti agli affari, anche se non si interessarono mai dei pubblici uffici. Nel XVII secolo troviamo un Raimondo canonico e arciprete di Parenzo, sepolto in Cattedrale, vicino alla cappella dei SS Patroni. Molti i sacerdoti tra i Chiereghin. Tra questi ricordiamo padre Giovanni dei Cavanis di Venezia, quindi il gesuita Giuseppe, procuratore generale dell’Ordine e postulatore della causa di alcuni Santi e Beati, l’abate Stefano (1755-1820) grande naturalista che si dedicò per esempio allo studio dei crostaci, dei testacei e dei pesci della laguna di Venezia. Il suo bronzo è conservato nella biblioteca del Seminario.

Nicolò Chiereghin fece parte del Governo provvisorio della città nel 1848-49, mentre il figlio Ermenegildo fece parte della rivoluzione del 1848-49, esautorato dagli Austriaci dal suo ufficio presso il Tribunale di Venezia perché ritenuto immeritevole e poi riabilitato dopo l’annessione del Veneto all’Italia e fu consigliere comunale tra il 1861 ed il 1873.

Tra gli altri personaggi ricordiamo Antonietta Chiereghin (1845-1924), letterata, patriota e traduttrice di versi. In campo ecclesiastico è ricordato mons. Giuseppe Chiereghin, prefetto agli studi del Seminario diocesano e quindi don Sergio Chiereghin, per anni parroco di San Martino a Sottomarina. Attualmente troviamo don Antonio Chiereghin, parroco nella parrocchia di Buon Pastore- Santo Spirito.

In campo culturale va ricordato il prof. Salvino Chiereghin, musicologo e latinista e suo fratello Mario, critico letterario e scrittore. Durante la Prima Guerra Mondiale morì sul campo il soldato Fulvio e per malattia il soldato Giuseppe, nella Seconda Guerra Mondiale il marò Gino è decorato della croce di guerra al valore militare.

DETTI. Esiste a Chioggia la calle Chiereghin, che ha lasciato il posto a calle Don Bosco, in ricordo del fondatore dei Salesiani. I Chiereghin a Chioggia sono circa 310, equamente divisi tra uomini e donne. , mentre i Chieregato sono circa 100. I detti dei Chiereghin sono: Cacao, Caleri, Gemèti, Mistierete, Naeti, Quogometa, Tasca.

(Nella foto: lo stemma dei Chiereghin)

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