Chioggia Capitale della Cultura, adesso la città ci crede

Dopo che Chioggia è stata inserita tra le dieci città finaliste per diventare Capitale Italiana della Cultura 2024, si sprecano gli attestati di stima e, soprattutto, le congratulazione per il lavoro svolto dal comitato promotore capitanato da Pino Penzo e non solo. La città, prima piuttosto scettica e, se vogliamo anche un po’ fredda, adesso ci crede, quel progetto sembrava impossibile non è più un’utopia. Già scardinare più di dieci località, tra cui la temibilissima Asolo, nella selezione per entrare tra le prime dieci è stata un’impresa non da poco, ora però si sente nell’aria quell’odore di buona sensazione tanto da far dire: “Non succede, ma se succede…”

Sono soprattutto le categorie economiche cittadine a far sentire la propria voce. In primis le categorie turistiche. “Un ringraziamento a chi ci ha creduto fin dall’inizio – commenta il presidente del Gebis, Gianni Boscolo Moretto -, penso al comitato promotore e a tutte le categorie che hanno sposato l’iniziativa, alla commissione ministeriale che ha colto i valori culturali del nostro territorio, che non si traducono solo in monumenti storici, ma che abbracciano un ambito molto più vasto che va dalla pesca al turismo. Ora bisogna rimanere concentrati e aspettare il verdetto finale che, a prescindere dal risultato , creerà un’eco importante per tutto il territorio anche nei prossimi anni”.

Il presidente di Ascom, Alessandro Da Re, vive l’evento come di una occasione da non perdere. “Abbiamo fatto 90 ora facciamo 100 prendendoci il titolo. Qualsiasi sia il verdetto finale dobbiamo sfruttare al massimo questa opportunità e il grande volano che si creerà in città. Un applauso va al comitato promotore che ha lavorato con enorme convinzione coinvolgendo tutta la città”.

Complimenti arrivano al comitato promotore anche da Cisa Camping, con il presidente Leonardo Ranieri. “Questo risultato è un motivo d’orgoglio, speriamo nel titolo, ma comunque è un’occasione utile per tirare una linea e ripartire da questo progetto che può essere la leva decisiva per superare i limiti del turismo prettamente balneare e mostrare al mondo, come ci insegna in questi giorni il New York Times, che ci sono cento motivi per venire a Chioggia tutto l’anno. Ora mostriamoci pronte con le infrastrutture, i parcheggi, gli eventi per far capire che dietro la spiaggia esiste un centro storico da poter visitare sempre, come dimostrano le lunghe code di queste domeniche di sole in pieno inverno. Dobbiamo costruire, tassello dopo tassello, un’offerta strutturata che abbini la parte balneare a quella storica”.

Soddisfatto della candidatura anche il direttore del Mercato Ittico, Emanuele Mazzaro. “Abbiamo sempre creduto che Chioggia avesse le carte in regola per ambire a obiettivi di rango nazionale ed internazionale, grazie alle bellezze artistiche, alla posizione strategica, alla sua storia, tutte peculiarità da salvaguardare e valorizzare con una attenta opera di marketing territoriale e la creazione di network collegati, sfruttando poi al massimo come leva la sua grande offerta gastronomica, che ha nel pescato di laguna e del mare Adriatico i suoi punti di forza, sempre più apprezzati da un pubblico attento alle tradizioni del territorio”.




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