Chioggia e Sapri, lontane ma emotivamente vicine

di Stefania Cioffi –

Vorrei che queste righe potessero accompagnare i lettori e aprire una piccola finestra per scorgere fascini e misteri di due luoghi incantati, ricchi di storia. Una cittadina del Nord, in provincia di Venezia, e una cittadina del Sud, in provincia di Salerno, distanti geograficamente ma emotivamente vicine.

Chioggia, settima città del Veneto per numero di abitanti, situata all’estremità più meridionale della laguna di Venezia, già capitale del sale nel Medioevo e seconda città del dogado della Serenissima. Oggi, uno dei più grandi centri pescherecci italiani e un sito culturale di prima importanza.

Sapri, denominata da Cicerone parva gemma maris inferi, ossia la piccola gemma del mare del Sud, cittadina campana immersa nel Golfo di Policastro (Sa), contigua al Parco Nazionale del Cilento, area di conservazione ambientale. Due angoli di cielo che danno il pretesto per restare. Due punti fermi a cui tornare.

Chioggia comprende un vasto territorio attraversato da tre fra i più importanti fiumi d’Italia, l’Adige, il Brenta e il Bacchiglione, corsi d’acqua che, sfociando in Adriatico, danno vita ad un ecosistema unico, fatto di isole, foreste e spiagge bianche. Il porto turistico di Sapri, tra quelli maggiormente attrezzati del territorio meridionale, localizzato strategicamente sulla rotta per la Sicilia e per le Isole Eolie. Una fascia costiera, quella cilentana, ricca di bellezza ed interesse ambientale. Nel tratto più settentrionale, prevalgono le distese sabbiose, mentre l’area al Sud dell’abitato è invece segnato dall’alternarsi di spiaggia e di roccia. Chioggia fa parte della laguna di Venezia, dichiarata dall’Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità nel 1987. Sapri, dal 1995 bandiera blu d’Europa, riconoscimento conferito dalla Foundation for Environmental Education. Chioggia, formata da diverse isole collegate tra loro da diversi ponti. Sapri con il suo cuore più autentico, il Piccolo Borgo della Marinella, testimonianza ben viva degli stili di vita di un tempo passato. Chioggia, meta ambita dai conquistatori in più di un’occasione, celebra ancora oggi una delle più grandi vittorie militari della Serenissima nel Palio de La Marciliana, una manifestazione che propone le vicende della guerra di Chioggia, tra il 1378 e il 1381. Sapri, che con l’eredità offerta dal poeta ottocentesco Luigi Mercantini nella sua poesia La Spigolatrice di Sapri, narra l’impresa del patriota Carlo Pisacane. Poesia composta alla fine del 1857, nello stesso anno in cui la commozione era ancora viva per la tragica fine dei patrioti. Cinque strofe in rima baciata, descriventi l’approdo della barca di Pisacane nell’Isola di Ponza e poi a Sapri, fino alla battaglia contro i gendarmi borbonici e all’uccisione dei trecento. Carlo Pisacane omaggiato dai sapresi dal 1933, con una sua immagine in bronzo, ospitata nella Villa Comunale della città, il cui centenario dello sbarco viene ricordato con un obelisco posto in Largo dei Trecento. E ogni anno, nel mese di agosto, la tragica spedizione viene ricordata con una rievocazione storica capace di richiamare migliaia di turisti. Un omaggio anche alla Spigolatrice, personaggio totalmente immaginato dal Mercantini, con una statua in bronzo adagiata sullo Scoglio dello Scialandro.

Molti sono i documenti che attestano la grandezza di Chioggia. Dalle dimore mercantili in stile veneziano agli antichi oratori, dalle calli al Palazzo Goldoni. E ancora, Porta Santa Maria, che rappresenta l’accesso meridionale alla città. Quel Leone Marciano che saluta i visitatori, anticipando il maestoso fabbricato della Chiesa di Santa Maria Assunta. Sul versante meridionale della costruzione, si apre un piccolo giardino dalla storia molto particolare, definito dai chioggiotti, il Sagraeto, il piccolo sagrato, un tempo cimitero cittadino. A pochi passi dal Sagraeto, a lato del trecentesco campanile della Cattedrale, troviamo la suggestiva chiesetta di San Martino, costruita per volontà dei fedeli di Sottomarina, dopo la guerra di Chioggia. Uno sguardo di rilievo va senz’altro riservato alla Torre di S.Andrea, con il suo orologio, il più antico del mondo, opera magistrale attribuita alla famiglia artigiana Dondi.

Segni dell’identità storica saprese emergono in Località Santa Croce, dove restano visibili i resti di una villa romana edificata tra il I e il II secolo a. C. Queste pietre furono parti di un ampio complesso architettonico di circa settemila metri quadrati, che si estendeva fino alla riva del mare, inglobando un ambiente termale e un cortile colonnato, con pavimento a mosaico. È del I secondo d.C. il Cippo funerario, oggi presente in Piazza Plebiscito. Dopo duemila anni, la pietra porta ancora inciso il dolore infinito dei genitori del magistrato Lucio Sempronio Prisco, costretti a seppellire il loro figlio morto quand’era ancora giovane. È parte della storia di Sapri anche la Chiesa Madre, intitolata all’Immacolata Concezione, edificata a partire dal 1730. Più recente è, invece, la Chiesa di Santa Croce, segnata da uno stile neogotico originale e, a tratti, visionario. La Chiesa è legata alla figura del filantropo Giuseppe Cesarino, nato a Sapri nel 1859, che volle lasciare alla città una consistente eredità. Cesarino è stato uno dei più grandi benefattori di Sapri e del Golfo di Policastro, perché ne ha determinato la storia civile, sociale, economica e culturale. Molto suggestivo, e meta di turisti, è il sentiero “apprezzami l’asino”, un tempo arteria di collegamento utilizzata da viandanti e mercanti, oggi profilo della costa tra Sapri e Maratea, sentiero che nei mesi estivi ospita anche eventi culturali, attività gastronomiche e suggestive passeggiate notturne. Chioggia, dall’alto del Ponte Vigo, che sormonta il bel Canal Vena, permette di osservare il superbo panorama sulle vie d’acqua che i chioggiotti hanno padroneggiato per secoli. Sapri e Chioggia, con la loro sagra del pesce sul Porto campano e lungo tutto il Corso del Popolo nella cittadina veneziana, evento cardine per sapresi, chioggiotti e i loro turisti.

Chioggia e Sapri, due cittadine di mare, di storia, di arte e cultura, di gastronomia e tradizioni, di amore per la vita e per le cose semplici. Chioggiotti e sapresi, gente di mare autentica, ponte ideale tra passato e presente. Nel loro modo di lavorare, che ci si fermi al Nord o che si approdi al Sud, c’è ancora il riflesso di tradizioni antiche, di un tempo nemmeno troppo lontano. Prodotti tipici e tradizionali che sono alla base delle loro cucine locali tipiche di grande qualità. Due popoli accomunati dall’utilizzo di prodotti della terra e del mare. L’olio extravergine di oliva del Cilento, il caciocavallo silano e il fico bianco del Cilento. Il radicchio IGP di Chioggia, la cipolla bianca, la carota e la zucca Marina di Chioggia. Sapri e Chioggia inserite nella zona di produzione vinicola. Il vino Cilento doc, che può essere rosso, bianco, rosato, nelle qualità Cilento Aglianico e del Cilento Fiano. Birra Rossa al radicchio di Chioggia e la grappa Clugia.

Due luoghi resi belli dal contesto ambientale nel quale sono immerse. Rese affascinanti dalle tracce che il passato ha lasciato dietro di sé, naturalmente accoglienti, grazie all’indole cordiale della loro gente. Due piccole città, dove il turismo è tradizione. Una destinazione che può essere vissuta in tanti modi diversi e apprezzate in ogni periodo dell’anno. Chi le visiterà potrà scoprire che Chioggia e Sapri sono molto di più di suggestivi ponti e calli e molto di più di una caratteristica poesia che Mercantini ha lasciato.

Due luoghi misteriosi e affascinanti nel quale disperdere i pensieri e ritrovare un armonioso benessere psico – fisico.

Dr Stefania Cioffi
(www.stefaniacioffi.it)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *