Co.Ve.Pa., il progetto per la sostenibilità della piccola pesca artigianale

Una piccola pesca artigianale più sostenibile si può fare. E’ questo l’obiettivo del progetto Co.Ve. Pa. che si pone come traguardo la valorizzazione del cosiddetto pesce povero, ovvero il prodotto derivato dalla piccola pesca artigianale che, notoriamente, dispone di natanti che non superano i 12 metri di lunghezza e rappresenta, nel mondo il segmento di pesca più rilevante. Il nuovo progetto, che rientra nel programma Interreg Italia-Croazia, il cui capofila è la Regione Veneto coadiuvata dai sindaci costieri interessati e dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, mira, oltre a rendere più competitiva anche dal punto di vista economico l’attività della piccola pesca, anche ad ottenere una certificazione, con la creazione di un protocollo, che possa garantire che il pescato deriva da azioni di sostenibilità. In sostanza si cercherà di quantificare la sostenibilità della piccola pesca, attraverso il controllo, per esempio, delle emissioni di Co2 nell’ambiente o la pesca con reti dalle maglie di più larghe dimensioni in modo da trattenere solo il pesce più adulto. In questo modo verrà rilasciata una certificazione che potrà eventualmente influenzare nella scelta il consumatore più attento alle problematiche ambientali.

Il camper del progetto si è fermato ieri a Sottomarina, che è una delle otto tappe scelta per l’educazione dei consumatori, per un consumo più attento e consapevole e che ha viste coinvolte anche le scuole alberghiere e di cucina che formano i nuovi professionisti di domani e che hanno risposto positivamente all’iniziativa.

Le imprese di piccola pesca artigianale direttamente coinvolte nelle iniziative saranno almeno 150.

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