Costa Bioenergie incassa 15 milioni dallo Stato, smantellamento del deposito di gpl più vicino?

Costa Bioenergie incassa i primi soldi dallo Stato a titolo di indennizzo per la mancata attivazione dell’impianto di gpl di Val da Rio nonostante tutte le autorizzazioni governative. Lo Stato, che ha firmato una legge che vieta il sorgere di depositi di gpl nelle aree Unesco, come lo è la laguna di Venezia, aveva messo sul tavolo una trentina di milioni per compensare le spese sostenute da Costa Bioenergie per la realizzazione del deposito a punta Colombi, in Val da Rio con l’erogazione, intanto, dei primi 15 milioni.

Indennizzo che fa ben sperare in un prossimo smantellamento del deposito, sul quale negli ultimi tempi si erano anche addensati dei dubbi pericolosi, soprattutto dopo che era tornato in auge il vecchio progetto dello spostamento del mercato ittico all’isola dell’Aleghero. E per questo motivo, il comitato “No Gpl” aveva chiesto di essere informato come la Commissione Interministeriale, incaricata di stabilire l’indennità di indennizzo, stava procedendo con la ditta che aveva realizzato l’impianto, la Costa Bioenergie, controllata dalla parmense Socogas.

Una partita, in realtà, tutt’altro che chiusa, perché sull’entità dell’ammontare da indennizzare si sta ancora discutendo. E parecchio. In sostanza si sta ragionando sugli indennizzi stabilito dal Ministero, ma sui quali Costa Bioenergie aveva sollevato diverse perplessità. Nel 2020 lo Stato avrebbe dovuto inviare all’azienda emiliana 1 milione di euro, che però non è mai stato erogato in quanto la commissione ancora non era ancora stata nominata. Quindi per il 2021 si era programmata una ulteriore erogazione di 15 milioni di euro, cosa puntualmente avvenuta, per chiudere nel 2022 con ulteriori 13 milioni, sui quali la commissione sta attualmente lavorando. Da capire se Costa Bioenergie riterrà sufficiente la cifra in questione per la copertura delle spese, ma dovrà naturalmente presentare documentazione quietanzata per dimostrare il contrario.

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