Da mezzanotte i pescherecci tornano in mare, ma il futuro non è affatto roseo

Da mezzanotte i pescherecci chioggiotti, come nel resto dell’Adriatico centro-settentrionale, torneranno in mare a pescare. Dopo ben 40 giorni il fermo biologico 2022 si è concluso e nella settimana entrante finalmente potremo tornare a mettere sulle nostre tavole il pesce fresco, pescato a chilometro zero. In realtà le volanti, dedite alla pesca del pesce azzurro, in mare ci sono già da una decina di giorni, mentre adesso sarà la volta dei rapidi e dei divergenti.

Si torna in mare, dunque, ma con mille problemi ancora da risolvere. Alleanza delle Cooperative è tornata a scriverlo a tutte le forze politiche, in vista anche delle prossime elezioni politiche, con un documento trasversale da integrare nell’agenda del nuovo governo. Innanzitutto dall’Alleanza si torna a chiedere un Ministero del Mare, che metta assieme tutte le competenze che ruotano attorno al mare. Poi c’è il discorso del caro gasolio. Premessa la negazione alla revisione europea sull’energia che potrebbe mettere a rischio l’esenzione delle accise per il carburante della pesca, la cooperazione chiede un’azione governativa energica per contrastare il rialzo dei prezzi, ma anche una tutela del settore maggiore sui tavoli europei

E qui si entra nella problematica riguardante il taglio delle ore lavorative e quindi dello sforzo di pesca che, sulla base della valutazione delle risorse, prevede una riduzione delle giornate lavorative pari al 20% nei prossimi due anni che, in realtà, metterebbe definitivamente in ginocchio l’intero comparto, cancellando quasi del tutto i margini di redditività entro i prossimi 18-24 mesi, mettendo a rischio 9 imprese su 10.

Ma Alleanza delle Cooperative prova a dare anche alcune soluzioni per la salvezza del settore ittico. «E’ necessario – dicono – rendere più sicuro e meno faticoso il lavoro a bordo, puntando sul rinnovo della flotta, che ha una età media di 31 anni. Sono quindi necessari incentivi per l’acquisto di nuove imbarcazioni e l’inserimento della professione del pescatore tra quelle usuranti in modo da permettere l’uscita anticipata dei lavoratori del settore, sviluppando l’apprendistato, la qualifica professionale e della formazione continua, dando luce ad una riforma dei titoli professionali marittimi per la pesca invocata da tempo»..

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