Dolfin (Lega): Si pensi prima ai nostri concittadini e poi ai migranti

Il progetto S.P.R.A.R., il sistema per l’integrazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo, non convince il leghista Marco Dolfin che si è detto assolutamente contrario a questo tipo di soluzione.

Ancora una volta – ha detto Dolfin – sento parlare di solidarietà, di integrazione ed altre cose di questo genere per i migranti. Mi chiedo: ma con tutti i problemi che ci sono nel nostro Comune per quale motivo l’Amministrazione si va ad infilare in una selva oscura come questa. Agli uffici dei servizi sociali c’è la fila delle persone che bussano per chiedere aiuto, tanto che gli assistenti sociali riescono a fissare appuntamenti in questo momento solo per fine settembre o inizio ottobre. Questo significa che bisogna prima pensare ai nostri concittadini che sono in grave difficoltà e poi a chi viene da fuori, a presunti rifugiati, sapendo che solo il 5% di loro fugge effettivamente dalle guerre. Mi piacerebbe che almeno si procedesse di pari passo tra i due problemi, visto che si parla di integrazione anche a livello economico per i migranti ma non di reinserimento nel lavoro nei nostri disoccupati di ogni età. Sento parlare di opportunità lavorative, evidentemente per una certa fascia di istruzione medio alta ma non per un disoccupato qualunque”.

Con questa mossa – ha rincarato il capogruppo del Carroccio – si rischia di risvegliare il can che dorme e, visto che i C.A.S. non vengono chiusi, si rischia così di avere un numero doppio in città di migranti, pensando che comunque, al di là dei regolamenti, un Prefetto, per problemi di ordine pubblico o cause di forza maggiore, può decidere quello che vuole. E allora vedo un Amministrazione Comunale che vuole intrufolarsi in questa nuova opportunità di questo nuovo business dell’accoglienza”.

Immediata la risposta dell’assessora Trapella in Commissione. “Dire che il Comune è il gestore delle S.P.R.A.R. significa non essere preparato e non avere capito come funziona perché è proprio l’esatto contrario e poi c’è la clausola di salvaguardia che punta a diminuire il numero presente nei C.A.S. Portare ad esempio Cona non è corretto perché Cona non è una S.P.R.A.R., progetto che invece, ribadisco, è tutt’altro che un business. Poi quando chiede che cosa abbiamo fatto per i nostri concittadini in difficoltà mi domando se abita a Chioggia o da qualche altra parte, visto che non si è accorto che in questi 8 mesi abbiamo introdotto per la prima volta il bando per i lavori di pubblica utilità con gente che, si spera, possa essere reinserita nel mondo del lavoro e che quindi restituisca moralmente ma anche economicamente quanto ricevuto perché uscirà da un sistema di assistenzialismo”. (d.z.)

One thought on “Dolfin (Lega): Si pensi prima ai nostri concittadini e poi ai migranti

  • Aprile 29, 2017 at 9:50 am
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    Non sapevo che i nostri concittadini in difficoltà non possono rivolgersi al Comune per essere aiutati! Meno male che qualcuno lo fa notare…

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