Erika Baldin: Sostenibilità, senza integralismi e no alla riduzione dello sforzo di pesca

«Un’ulteriore riduzione dello sforzo di pesca rischia di avere conseguenze molto pesanti per il Veneto e in particolare per il distretto ittico di Chioggia e Rovigo». Così la consigliera regionale Erika Baldin, del Movimento 5 Stelle, che interviene dopo il grido dall’allarme lanciato da Emanuele Mazzaro, direttore del Mercato ittico di Chioggia, in merito all’ipotesi ventilata in sede europea di una riduzione dello sforzo pesca tra il 10 e il 30 percento per la pesca demersale e dei piccoli pelagici in Adriatico.

«Il futuro della pesca è nel segno della sostenibilità, ambientale e sociale. Senza però eccedere in posizioni ideologiche e annessi integralismi: con la logica del “tutto subito” si rischia di uccidere le imprese della filiera ittica, duemila solo tra Chioggia e Rovigo. Bisogna invece avere lo sguardo lungo, investire nella riconversione ecologica e nell’ammodernamento del settore a partire dal rinnovo della flotta peschereccia con motori ecologici», aggiunge Baldin.

«Sono questi i progetti prioritari che ho indicato in consiglio regionale nella discussione sul Recovery Plan, assieme alla pulizia dell’Adriatico e dei fiumi dalla plastica. Progetti strategici che hanno ottenuto il voto favorevole dell’Aula: ora mi aspetto che la Regione porti avanti, anche in Europa, questa linea sulla pesca sostenibile. Non esiste transizione ecologica senza giustizia sociale».

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