Figli e web, Titoli Minori coinvolge i genitori

Giovedì 2 febbraio si è tenuto presso la Scuola Primaria Parificata
Padre Emilio Venturini il seminario “Figli e Web” organizzato dalla Cooperativa Sociale Titoli Minori con l’obiettivo di proporre ai genitori degli alunni  una libera riflessione sul tema.

L’incontro, che ha visto la partecipazione di oltre duecento persone, è stato
anche un ”esperimento comunicativo” perché ha messo assieme sullo stesso tavolo anche gli educatori della Cooperativa Titoli Minori che, lavorando
con gli alunni e le alunne nelle classi, hanno costruito dei laboratori di comunicazione.

I laboratori sono stati seguiti da quindici educatori preparati sul tema ed hanno visto la partecipazione di più di cento bambini divisi per fasce d’età e competenze. Le attività organizzate per i bambini hanno voluto essere un’opportunità esperienziale per comprendere il complesso mondo del Web e delle nuove tecnologie. Attraverso il coinvolgimento simultaneo di più canali ricettivi (sensoriale, cognitivo ed emotivo) i bambini hanno sperimentato in prima persona, attraverso divertenti giochi interattivi, che cos’è il Web, quali siano le sue potenzialità e anche i possibili rischi. Inoltre attraverso tecniche di simulazione, hanno riprodotto alcune situazioni reali che si vivono ogni giorno in Internet. Il percorso si è concluso, quindi, con il gioco “Navigante provetto”: un gioco dell’oca gigante dove i bambini si sono divertiti ad essere le pedine del gioco stesso e a mettere in pratica le “10 regole del navigare sicuri”.

Al termine dell’incontro, i laboratori sono stati proiettati in sala. Moderatore e conduttore il dr. Ermanno Margutti, responsabile del servizio dipendenze di Chioggia, la psicologa-psicoterapeuta dott. Silva Mason e due rappresentanti della Polizia Postale della Questura di Venezia. Dopo l’introduzione del dr. Margutti che ha illustrato la Rete come nuovo spazio di relazioni umane, quindi con una forte positività, la Polizia Postale ne ha invece illustrato i pericoli e le trappole.

Con i genitori presenti si sono quindi approfonditi termini come cyberbullismo, adescamento di minori, traffico e scambio di materiale pedopornografico,utilizzo dei selfie. Una varietà di situazioni e problemi che – anche a detta dei genitori stessi – non sempre gli adulti conoscono a fondo.

Infine, la dott. Mason ha costruito un’ipotesi di lavoro e di prevenzione in famiglia su
come controllare e valutare i comportamenti in Rete dei propri figli.
La questione principale sollevata durante il seminario è stata: “E’ possibile oggi tentare di dire qualcosa di significativo e che abbia valore educativo per i genitori che si trovano a gestire una dimensione infomatico-comunicativa che altre generazioni non hanno mai vissuto?”. Telefonini, smart, personal pc e poi, le Reti Social da Facebook a Instagram, inoltre un nuovo vocabolario da apprendere a da imparare in età adulta per essere al passo dei tempi con le nuove generazioni. Se una risposta c’è, è certamente da trovare riagganciando i nodi di una alleanza educativa tra i diversi soggetti coinvolti.

Una considerazione che emergeva con gli educatori e i responsabili presenti
nell’immediato confronto a caldo dopo l’incontro, è la necessità di investire sulla
formazione di professionisti perché possano seguire e accompagnare i genitori che chiedono di essere supportati nel loro agire educativo; persone preparate in tecniche e metodologie di comunicazione, di strategie di lettura dei risultati e di programmazione educativa.

Internet e le nuove tecnologie sono una nuova sfera educativa con la quale i genitori di oggi si devono confrontare per sfruttarne le potenzialità ma conoscerne
anche i rischi. Fine principale del convegno è stato proprio quello di offrire uno spazio
di confronto, d’informazione e al contempo di formazione affinché gli adulti possano essere delle guide preparate per i loro figli. Tale iniziativa si colloca all’interno delle progettualità di prevenzione che da anni la cooperativa Titoli Minori svolge all’interno delle scuole del territorio chioggiotto in collaborazione con il Serd di Chioggia.

(Nella foto: un momento dell’incontro)

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