Fine fermo pesca: si torna in mare tra mille incertezze

Da stanotte, rigorosamente da mezzanotte, la flotta peschereccia chioggiotta riprenderà la via del mare. Dopo quaranta giorni di fermo biologico obbligatorio si torna a pescare, tra mille dubbi, incertezze ed anche timori. I 120 pescherecci di Chioggia, che hanno approfittato del fermo pesca per risistemarsi un po’ il look, dunque molleranno gli ormeggi e riprenderanno quel mestiere che da sempre è l’attività economica più importante della nostra città.

Si esce in mare però con un umore piuttosto cupo, legato soprattutto agli ultimi avvenimenti, alle notifiche di sanzioni pesanti, per violazioni negli orari di partenza domenicali anche solo per pochi minuti, che rischiano di mettere in ginocchio la marineria locale. Ad accompagnare le ammende comminate dalla Capitaneria di Porto, per episodi retroattivi riguardanti il mese di giugno, vi è, infatti, anche la perdita dei punti sulla licenza di pesca che comporta, oltre alla perdita degli indennizzi sul fermo pesca, anche il fermo amministrativo del natante in caso di perdita totale.

La problematica riguarda una quindicina di pescherecci “scoperti” dalla Guardia Costiera a navigare, la domenica, qualche minuto prima della mezzanotte, orario invece fissato dal regolamento. In attesa di conoscere il proprio destino, tutti da stanotte torneranno a pescare, ma il rischio di un fermo nei prossimi mesi è piuttosto consistente e comprometterebbe praticamente un anno di lavoro, visto che si tratta del periodo di maggiori incassi per i pescatori.

“Andiamo in mare – commenta Elio Dall’Acqua di Federpesca – perché è il nostro mestiere, ma stavolta lo facciamo non con il solito umore. Abbiamo paura di quello che potrà accadere, perché alcuni di noi rischiano di trovarsi in ginocchio. E non è il solo timore. Siamo in attesa anche di sapere dai ministeri quali saranno le decisioni in merito alle aree SIC (siti di interesse comunitario individuati per la protezione delle tartarughe), oppure come dovremo comportarci con le navi gasiere nel caso dovesse entrare in funzione il deposito di gpl. Per non parlare del mercato ittico o dello scavo dei canali“.

Insomma da stanotte si torna in mare e e la pescheria tornerà a riempirsi di pesce, ma all’orizzonte del mondo della pesca si addensano sempre di più nubi minacciose.

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