Gente di Chioggia di Giovanni Comisso

Un fotogramma del film "Gente di mare"
Un fotogramma del film “Gente di mare”

Lo scrittore trevigiano Giovanni Comisso, amico di Pier Paolo Pasolini, amava talmente Chioggia e la sua gente che alla città dedicò prima un fortunato libro, che vinse il premio Bagutta nel 1929 e quindi un cortometraggio dal titolo “Gente di Chioggia”, conosciuto anche come “Gente di mare”.

Le riprese vengono effettuate nel 1942, sotto la direzione di Basilio Franchina, che si avvale del soggetto dello scrittore trevigiano, mentre la fotografia è firmata da Paolo Gregorio. Si tratta in realtà di un documentario (disponibile su Youtube, ma coperto da copyright) dove viene raccontata la vita di una intera città vista dagli occhi dei pescatori di ritorno dal mare e delle loro donne in trepida attesa sulle rive e sulle calli.

Tra le comparse del cortometraggio si riconosce un personaggio molto noto con il nome di Barba Cencio, ovvero la vedetta che avvistava l’arrivo dei bragozzi dall’alto del campanile di San Domenico, riconoscendoli dalle decorazioni delle vele. Altro personaggio che appare nel film è il portalettere Bepi Ardizzon, nella sua divisa, intento a distribuire la posta.

“Gente di Chioggia” rappresenta uno spaccato di vita della città di Chioggia, prima dello sviluppo economico che arriverà dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Comisso dedicherà a Chioggia un altro documentario dal titolo “I ze qua..”, che prende lo spunto dalla frase pronunciata da Cencio Alba, fuori dalla porta del campanile di S.Andrea, per annunciare il ritorno dei pescatori.

 

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