I balneari di Chioggia “uniti” a Roma: Abbiamo bisogno di certezze

Trasferta romana per i balneari chioggiotti che hanno incontrato il ministro al turismo, Massimo Garavaglia, per chiedere sostegno al Governo e soprattutto certezze per il futuro, in particolare per accompagnare il comparto nell’applicazione della direttiva Bolkenstein che, con una sentenza del Consiglio di Stato è stata anticipata al 1° gennaio 2024, ovvero con dieci anni di anticipo rispetto ai tempi previsti.

Turismo balneare clodiense che si è presentato compatto nella capitale, a dimostrazione del fatto che, probabilmente, qualcosa sta guardando nel sempre lacerato comparto turistico chioggiotto. Alla manifestazione organizzata da Sib Confcommercio e Fiba Confcommercio, hanno partecipato assieme il presidente di Gebis, Gianni Boscolo Moretto, il presidente di Ascot, Giorgio Bellemo, il neo presidente di Cisa Camping, Leonardo Ranieri, oltre ad una decina di concessionari balneari.

“Il nostro lavoro – hanno detto a margine della manifestazione i rappresentanti del comparto turistico clodiense – che è stato costruito in una vita non può essere cancellato con una sentenza. Le nostre sono aziende che danno lavoro a migliaia di persone ed hanno dato un’immagine del turismo veneto che fa da modello per tutta l’Europa e che ci viene riconosciuto dalle milioni di presenze che ogni anno ci sono in Veneto. Abbiamo bisogno di certezze per poter continuare il nostro lavoro con serenità e per continuare ad investire per migliorare l’offerta turistica e, a tal proposito, il Ministro ci ha promesso di presentare a breve la bozza di una norma per il comparto”.

DOLFIN: PRIMO PASSO POSITIVO . “Apprendere che il vertice di Roma è andato bene fa ben sperare per il futuro che vede la scadenza delle concessioni nel 2023, come prescrive la Bolkenstein”. Il consigliere regionale della Lega, Marco Dolfin, plaude all’iniziativa dei balneari di scendere a Roma per far valere i propri interessi. “Sicuramente – prosegue Dolfin – è un primo passo avanti positivo, dove mettere le basi e cercare di trovare una soluzione ampiamente condivisa. Bisogna da una parte rispettare la sentenza delle gare, dall’altro serve tutelare l’impresa con i rischi annessi e connessi. Quindi il primo passo va nella direzione giusta nel cercare una soluzione che tuteli l’italianiatà e chi ha investito sulla concessione assegnata. Il tempo è poco, ma bisogna dare risposte celeri, per un intero settore in regime concessionario e dove, ovviamente, la Regione Veneto farà la sua parte”.

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