I sindaci delle città di mare in prima linea sulla direttiva Bolkestein

Preoccupazioni comuni e impegno trasversale per i sindaci delle città di mare che fanno parte del G20 e che saranno impegnati in prima linea a vigilare sulla direttiva Bolkestein, che dal 1° gennaio 2024 metterà a gara le concessioni demaniali, come stabilito dal Consiglio di Stato. E’ sarà davvero un lavoro di primo piano quello che dovranno fare le amministrazioni locali, con un occhio particolare alle difficoltà economiche generate dal mercato, ma che soprattutto dovranno dare risposte concrete in qualità di interlocutori del territorio, che si mettono al fianco degli imprenditori e bussano a tutte le porte per trovare soluzioni idonee e garantire il rispetto della sostenibilità sociale.

“Dobbiamo salvaguardare il nostro know how – afferma la coordinatrice del G20, Roberta Nesto – perché l’Italia ha al suo attivo una tradizione di ospitalità turistica unica, un vero e proprio patrimonio trasmesso da generazioni, ma deve adeguarsi alle regole imposte dall’Europa, facendone parte e perché attraverso un aggiornamento delle concessioni, seguendo regole chiare e verificabili, tutti i soggetti coinvolti possano avere una reale possibilità di crescita. Dobbiamo trovare un giusto equilibrio perché una norma così strategica per il nostro domani arriva in un periodo reso delicato dalla pandemia, anche se nessuno di noi vuole sottrarsi adducendo motivi contingenti. La direttiva Bolkestein esiste già da molti anni e con la nostra capacità di governare il territorio verrà attuata nelle forme più idonee. Siamo preoccupati? Certo, perché sappiamo che le spinte nel rendere i bandi una corrida a vantaggio dei soliti pochi possono manifestarsi, ma tra di noi siamo coesi e lo siamo rappresentando tutte le entità che operano nel nostro territorio: dagli imprenditori agli operatori. Saremo il trade union tra Stato, regioni e associazionismo economico“.

“Auspichiamo ci siano regole chiare – il commento dell’assessore al Demanio Turistico del Comune di Chioggia Serena De Perini – l’imprenditore balneare da troppo tempo vive e lavora nell’incertezza: di regole, di costi e incertezza legata alla burocrazia. In particolare, nel Comune di Chioggia, abbiamo i 7.5 chilometri di Sottomarina e Isola Verde, spiagge tra le più ampie e attrezzate. Calcolare gli investimenti degli ultimi decenni ci riporta ad un ragionamento di qualità ed eccellenza del servizio, del quale va per forza tenuto conto. Niente omologazioni. Europa e Stato Italiano devono dare quelle giuste e doverose indicazioni, ma si confida che venga lasciata la libertà alle amministrazioni di gestire la specificità locale, adeguando le future manifestazioni d’interesse alla prossima scadenza: questo perché ogni spiaggia è diversa dall’altra e ogni realtà ha gestito in maniera diversa il proprio arenile”.

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