Il covid non si ferma, i positivi sono quasi mille

Il covid, purtroppo, per il momento non accenna a fermarsi e probabilmente sta andando verso il picco invernale, come lo scorso anno. L’ultimo dato, reso noto dal sindaco di Chioggia Mauro Armelao e riferito al 4 gennaio, parla di 938 persone attualmente positive nel territorio comunale. Resta comunque buono il dato riferito ai ricoveri che si mantengono stabili sulle 15 unità, dimostrando, una volta di più, che questa nuova variante è probabilmente più contagiosa, ma sicuramente meno aggressiva della precedente. Dall’inizio della pandemia i negativizzati sono 5646, mentre sale a 153, una persona in più, il numero dei deceduti.

Ci sono però alcuni dati sui quali vale la pena soffermarsi, perché nella Ulss 3 Serenissima i ricoveri, che lo scorso anno proprio in questo periodo subirono un picco che portò a oltre 400 ricoverati in area non critica, quest’anno, pur crescendo ugualmente, non sono andati oltre le 150 persone. Ancora più eclatante il fatto che invece i ricoveri in area critica, quindi in terapia intensiva, rimangano praticamente stazionari sotto le 50 unità.

Mentre i tamponi viaggiano per tutta l’Ulss 3 ad una media giornaliera di quasi 10.000 tra molecolari e antigenici, i vaccini hanno raggiunto livelli quasi da record anche nella città di Chioggia. Analizzando le vaccinazioni per fascia d’età nel territorio clodiense, si scopre che il 92,4% degli over 80 ha completato il ciclo primario e il 70,5% ha già ricevuto la terza dose. Simile il risultato della fascia che va dai 70 ai 79 anni, con il 93% dei vaccinati ed il 67,7% di terze dosi fatte. Scendendo per fasce d’età la percentuale si mantiene piuttosto alta ma si abbassa un pochino. Nella fascia 60-69 anni a fronte di vaccinati che hanno completato il ciclo primario pari al 91%, la terza dose è stata inoculato soltanto al 58,3% degli aventi diritto.

La fascia più contraria al vaccino sembra essere quella dei cinquantenni (50-59 anni), i quali si sono vaccinati per l’88,2% degli aventi diritto, mentre la terza dose l’ha ricevuta solo il 42,6%. Peggio ancora hanno fatto i quarantenni (40-49) dei quali l’85,9% ha chiuso il ciclo primario e solo il 30,5%, in quanto hanno iniziato più tardi il ciclo vaccinale, hanno ricevuto la terza dose. Percentuale simile tra i trentenni (30-39) vaccinati al ciclo primario (84,8%), mentre solo il 18,4% ha ricevuto la terza dose. Più coscienziosi invece i ventenni (20-29), dei quali l’88,4% ha chiuso il ciclo primario ed il 17,2% si è fatto iniettare la terza dose. Infine tra i più giovani, nella fascia d’età che va dai 12 ai 19 anni, l’83,2% ha ricevuto il ciclo primario, il 4,3% la terza dose. Percentuale della terza dose piuttosto bassa, ma si deve considerare che i giovanissimi sono stati gli ultimi a vaccinarsi.

(Nella foto: il punto tamponi all’ospedale di Chioggia)

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