Il dramma ai Saloni: Avevano rifiutato l’aiuto dei servizi sociali

Invisibili per scelta. Si può sintetizzare così il dramma umano che si è consumato in un piccolo condominio nel quartiere dei Saloni, dove giovedì pomeriggio sono state scoperte dalle forze dell’ordine due donne senza vita, madre e figlia, decedute già da alcuni giorni. Fantasmi tra la gente, che non le vedeva quasi mai, chiusi in casa, in un appartamento disordinato, chine sul pavimento morte, forse, per la disperazione. I vicini di casa sapevano delle condizioni in cui vivevano Nadia Vianello (80 anni) e Barbara Voltolina (51). Più volte avevano cercato di aiutarle, ma loro non volevano avere nessun contatto con l’esterno, fino al tragico epilogo di giovedì. Sabato mattina i corpi delle due donne verranno trasferiti a Mestre dove saranno a disposizione del magistrato e, probabilmente, sottoposti ad autopsia.

In pochi le conoscevano. Il parroco di San Giacomo ignorava completamente il dramma che stavano vivendo madre e figlia. “Di solito – spiega don Vincenzo Tosello – i parrocchiani ci segnalano situazioni di disagio. Stavolta non eravamo al corrente di come viveva questa famiglia”.

Chi sapeva, invece, erano i servizi sociali che conoscevano i gravi problemi che assillavano madre e figlia fin dal 2017, che però avevano rifiutato ogni forma di aiuto. “Segnalazioni di questo tipo – spiega il neo assessore alle politiche sociali, Sandro Marangon – comportano l’avvio di indagini per avere un quadro preciso della situazione ed avviare eventualmente un percorso di aiuto e sostegno anche educativo se necessario. In questo caso, il nucleo familiare contattato più volte dal 2017 ed invitato a rivolgersi al servizio non ha mai voluto accettare alcuna interferenza nella vita, rifiutando ogni contatto con l’esterno. Gli approfondimento sono in corso, ma devo dire che sono molto addolorato per questa tragedia”.

Secondo quanto riferito dagli uffici sociali solamente a ridosso a Natale avevano contattato il medico di medicina generale per dei problemi di salute di una delle due donne ed il medico, recatosi in visita a domicilio, aveva avviato la procedura necessaria per garantire assistenza infermieristica a domicilio, ma anche in questo caso hanno rifiutato qualsiasi aiuto.

“Come assessore al sociale – conclude Marangon – vorrei lanciare un appello affinché vengano sempre segnalate alle istituzioni, anche in forma anonima, situazioni di famiglie o di singole persone in difficoltà, per poter dare un aiuto e consigliare un percorso. Per questo motivo ho incontrato anche i parroci della città e delle frazioni, per tenere attiva una rete di confronto ed assistenza nel territorio”.

(Nella foto: la palazzina dei Saloni dove si consumata la tragedia)

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