Il medico aggredito: Ringrazio i numerosi cittadini, anche di Chioggia, che mi hanno sostenuto

Nelson Yontu, il medico trentenne di origine camerunense, aggredito mercoledì scorso mentre faceva il suo lavoro di medico fiscale dell’Inps, ha preso carta e penna ed ha scritto al Corriere della Sera una lettera nella quale conferma l’utilità della denuncia pubblica dell’episodio e, al tempo stesso, ringrazia tutti coloro che hanno speso una parola di solidarietà nei suoi confronti.

Nella lettera inviata al CorSera, il dottor Yontu si dice “…frastornato e senza parole per la solidarietà e la quantità di messaggi ricevuti in poche ore”. Ed ammette che era doveroso rendere pubbliche alcune situazioni difficili come l’attività che svolgono tra mille difficoltà i medici fiscali e “...le conseguenze di una aggressione a sfondo razziale su un uomo e la sua famiglia“. Che la diffidenza non si trasformi mai in maleducazione e violenza, lasciando che il giudizio ricada sulle azioni che si compiono e basta. Da un fatto negativo possono nascere anche principi positivi. “Mi auguro – scrive ancora il medico – che la solidarietà ricevuta ricevuta in queste ore possa muovere gli animi di coloro che in futuro si troveranno ad assistere a situazioni di violenza come questa. Perché è la comunità che può fare la differenza”.

Nelson Yontu si dice convinto che in fondo gli italiani non siano razzisti e che a Chioggia ha avuto modo di conoscere persone cordiali e disponibili e “…sarebbe un errore fare, noi per primi, di tutta l’erba un fascio”. Dopo una risonanza mediatica che è andata forse al di là di ogni previsione, la famiglia Yontu chiede di poter tornare alla normalità e ringrazia oltre ai vertici ed al personale dell’Inps, anche l’Ordine dei Medici nella figura del suo presidente Giovanni Leoni, ma anche il sindaco di Chioggia Alessandro Ferro e la consigliera comunale Barbara Penzo.

“Ringrazio – ha concluso il dottor Yontu – tutti quei cittadini, compresi quelli di Chioggia, che mi hanno sostenuto in questa vicenda. Ora vogliamo tornare alla nostra quotidianità ed alla riservatezza che ci contraddistingue”.

(Nella foto: il medico fiscale dell’Inps Nelson Yontu)

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