Il mercato ittico chiede di non diminuire lo sforzo di pesca

Anche il mercato ittico chiede di non diminuire lo sforzo di pesca nell’Adriatico. Anche in Veneto, a Chioggia in particolare, sta crescendo il disagio sulla ventilata prospettiva di riduzione dello sforzo di pesca tra il 10 ed il 30% per la pesca a strascico, per la cattura del pesce demersale e dei piccoli pelagici in Adriatico.

Proprio in questi giorni 100 ricercatori di estrazione ambientalista di MedReAct e di Adriatic Recovery Project hanno chiesto alla Commissione Generale per la pesca nel Mediterraneo la creazione di “no fishing zone” in Adriatico, tra Italia e Albania.

“C’è grande confusione – commenta il direttore del mercato ittico Emanuele Mazzaro – che traspare anche dall’attività istituzionale degli apparati europei e se le istanze a sostegno del mare sono fondate, credo non bisogna assumere posizioni ideologiche in merito. E’ fondamentale soppesare entrambi i piatti della bilancia, perché si parla di sostenibilità della pesca e di blue economy è necessario allo stesso modo quantificare cosa significhi in termini socio-economici un ridimensionamento dello sforzo di pesca. Si rischia di dare un colpo mortale a tutte le imprese della filiera ittica che nel distretto di Rovigo e Chioggia vale duemila aziende e un miliardo di fatturato. Una riconversione in tempi stretti è pura utopia”.

(Nella foto: il direttore del mercato ittico Emanuele Mazzaro)

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