J’accuse di Piero Mescalchin: Che fine hanno fatto i soldi destinati alle Tegnue?

Ancora una storia di mala amministrazione e stavolta arriva direttamente dal mare, sollevata dal presidente dell’associazione “Le Tegnue”, Piero Mescalchin. Il sub padovano, che ha dedicato una vita a quella che tutti indicano come una meraviglia dell’Alto Adriatico, a margine del concorso fotografico che si è tenuto in Auditorium San Nicolò, lancia una sorta di “j’accuse” al Comune di Chioggia.

“Sono 14 anni che esiste la nostra associazione – dice Mescalchin – e speriamo proprio di poter continuare questo lavoro che negli anni è stato portato avanti con tanto sacrificio e soprattutto grazie al volontariato di tante persone ed alle donazioni che abbiamo ricevuto”.

Quest’anno – continua il presidente dell’associazione – le Tegnue di Chioggia sono state praticamente abbandonate fino a metà agosto in quanto non vi erano le boe e, su disposizione della Capitaneria di Porto, visto che c’è il divieto di ancoraggio se non ci sono le boe non ci si può immergere. E’ per questo che nel concorso di quest’anno c’è ben poco in realtà delle Tegnue di Chioggia”.

“Prima del 2000 – prosegue Mescalchin – nessuno conosceva le Tegnue. Siamo stati noi, al posto del Comune di Chioggia, a spedire al ministero di competenza tutta la documentazione che ha fatto sì che il sito venisse dichiarato zona di tutela biologica. Con i nostri subacquei, assolutamente volontari, abbiamo quindi cominciato a lavorare e soprattutto ci siamo tenuti a stretto contatto con la Regione Veneto”.

Arriva quindi l’affondo del presidente Mescalchin, indirizzato al Comune di Chioggia, in particolare ai dirigenti che hanno gestito la cosa. “Quando abbiamo saputo – dice Mescalchin – che erano stati stanziati 16 milioni e mezzo di euro per la tutela del mare, abbiamo chiesto, inviando un preciso programma dettagliato per la zona, che per le Tegnue fosse destinato poco più di un milione di euro. Soldi che il Comune ha poi ricevuto ma che non ha mai girato alla nostra associazione che, da allora, ha cominciato ad avere qualche problema con gli uffici comunali competenti. Soldi che evidentemente il Comune, anziché destinare per la tutela delle Tegnue, motivo per il quale erano arrivati, ha speso per altre cose e quando provavo a chiedere qualcosa mi si rispondevo che cosa io volessi”.

Ma Piero Mescalchin, che ha ricevuto applausi e consensi anche a livello internazionale, non si arrende. “Noi continuiamo a lavorare – conclude – e speriamo di poterlo fare per tanti anni ancora. La riprova è che oggi siamo in questa sala (l’Auditorium, ndr), che tra l’altro abbiamo pagato, per questo concorso fotografico ed il prossimo anno contiamo di allargare l’evento a Croazia e Slovenia. Ecco servirebbe più attenzione da parte del Comune di Chioggia nei confronti di una zona che in fondo attrae un altro tipo di turismo ed evitare quei danni di immagine come è successo questa estate”.

Daniele Zennaro

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