John see a day: rock made in Chioggia

I John see a day intervista da Francesca Pinelli
I John see a day intervista da Francesca Pinelli

Daniele, Tiziano, Marco e Nico: in una sola parola i John see a day, rock band chioggiotta che ironizza sui luoghi comuni e sul dialetto della nostra città, che, grazie ad un’ottima componente musicale, li rende gradevolissimi ed esplosivi non solo dentro i confini di Chioggia.

Francesca Pinelli li ha incontrati alla festa di fine anno della Prometeo, perché Giovanelo (Daniele Nordio) e company hanno sempre un occhio attento rivolto al sociale.

John see a day, che tradotto dall’inglese significa John vede un giorno, che di per sé non vuol dire assolutamente niente, ma se lo si legge alla chioggiotta diventa: John sie dei (cioè John sei dita)

“Il nostro gruppo – spiega Daniele “Giovanelo” Nordionasce nel 2009 e prende il nome dal fatto che una volta nelle famiglie, soprattutto in campagna, c’erano quasi rapporti incestuosi perché ci si sposava tra parenti. Di conseguenza nascevano, a volte, bambini deformi, con sei dita, da lì quindi il nome”.

“Facciamo un funk rock – precisa Daniele Nordio – in dialetto chioggiotto, che è la nostra forza e che devo dire sembra quasi inglese. Abbiamo partecipato a vari festival, a Milano, a Verona, a Treviso e suoniamo praticamente in tutto il Veneto. Purtroppo l’anno scorso abbiamo avuto una botta d’arresto con la scomparsa di mister Wood, Andrea Boscolo (perito poco più di un anno fa in seguito ad un incidente stradale, ndr) ed è stato davvero difficile rialzarsi. Poi però, grazie all’affetto della gente, ci siamo ripresi e siamo ripartiti”.

Se “Giovanelo, el capo del batelo”, “Te speto fuora”, “Milf”, “Deghe in tre”, sono pezzi ormai diventati cult per i fans dei John see a day, il gruppo ha in serbo una sorpresa per i suoi ammiratori. “Abbiamo ripreso – conferma Daniele Nordio – sei brani inediti che avevamo scritto proprio con Andrea ed abbiamo deciso, grazie anche al supporto della nostra casa discografia, la Grande V Records, di registrare un album che si chiamerà “Woodland”, in onore del nostro grande amico. Per quanto riguarda, invece, le nostre prossime uscite l’8 gennaio saremo a Cafè 24, mentre in questi giorni è uscito su You Tube il nostro doppiaggio in dialetto per la Dollywood “Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan: il caso Ciaina xe tuo”.

In chiusura gli auguri di Natale che non poteva non essere in stile John see a day, ovvero in dialetto chioggiotto: Tanti auguri fioi e magnè poco perché dopo dov’è andare in palestra e ve vuole mondo de schei…

(Il video dell’intervista integrale di Francesca Pinelli lo trovate sulla nostra pagina Facebook “chioggianews24”)

 

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