La Conferenza dei Sindaci del Litorale Veneto scrive al Governo

Saranno 7.206 su un totale di 7.904 (il 91 %), i comuni esclusi dall’accesso agli 8,5 miliardi di fondi destinati alla rigenerazione urbana che il Parlamento aveva invece destinato a tutti i comuni d’Italia.
Una decisione che ha praticamente spiazzato 9 sindaci su 10 e a fronte della quale i primi cittadini chiedono a gran voce un dietro front del Governo.
Come ANCI Veneto, anche la Conferenza Sindaci del Litorale Veneto ha preso di petto il problema, rivolgendosi direttamente, con una lettera della Presidente nonché sindaco di Cavallino-Treporti Roberta Nesto, al presidente del Consiglio Mario Draghi, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco, al Ministro per il Turismo Massimo Garavaglia, al Senatore della Repubblica Matteo Salvini e a tutti i Parlamentari Veneti.
Tra i fattori da considerare, per i primi cittadini balneari, ci dovrebbe essere senza ombra di dubbio non solamente la dimensione in termini di residenti, bensì anche di turisti.
I comuni litoranei, infatti, durante la stagione estiva si trovano ad oltrepassano il milione e più di presenze. Circostanza che dovrebbe essere presa in considerazione anche in ambito giuridico, per il quale tornano a chiedere si valuti lo status di “Città balneari”.

“Scrivo a nome e per conto dei colleghi dei comuni parte dell’Associazione stessa, per evidenziare il forte disagio da parte dei nostri territori con popolazione inferiore ai 15 mila abitanti, esclusi dai fondi destinati alla rigenerazione urbana che il Parlamento aveva destinato a TUTTI I COMUNI D’ITALIA.
Non possono esistere Comuni di serie A o di serie B, di fatto però quanto intrapreso denota un’azione che scavalca le precise indicazioni legislative del Parlamento per quanto riguarda la distribuzione dei fondi destinati al “Programma di Rigenerazione Urbana”. Non da meno tale atteggiamento si reitera con il Recovery Plan in quanto nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) riporta l’esclusione dei comuni con meno di 15.000 abitanti.
Chiediamo pertanto al Parlamento e al Governo di porre rimedio a questa ingiustizia che condanna i Piccoli Comuni a non avere fondi destinati alla riqualificazione urbana sino a tutto il 2034 per ben 13 anni e al tempo stesso patire l’esclusione all’ accesso dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: non è ammissibile che solo 698 comuni su un totale di 7.904 possano usufruirne, gli emarginati rimarranno sempre più emarginati e i privilegiati sempre più privilegiati.
I territori che amministriamo, spesso con non poche difficoltà, sono comuni prettamente turistici, pertanto è altresì di fondamentale importanza che si valuti l’ambito giuridico nel quale inserire lo status di “Città balneare”, sfida complessa ma indispensabile per rappresentare le istanze di un settore fondamentale per la nostra economia.
Si tratta di comuni con numero ridotto di residenti, ma caratterizzati da una elevata presenza turistica, che non superano la soglia dei 15 mila abitanti, ma che durante la stagione estiva oltrepassano il milione e più di presenze: per questo motivo è importante rivedere la fiscalità, per usufruire di un maggior residuo fiscale e di maggiori trasferimenti.
Maggiori risorse aprirebbero scenari inediti e consentirebbero una gestione migliore del comparto, con ricadute positive per l’intero territorio.
È fondamentale quindi il confronto diretto con la Conferenza stessa, su tutti gli aspetti economici e i temi di ampia portata che riguardano i nostri territori.
Restiamo quindi a disposizione per ogni possibilità di incontro, sia in presenza che attraverso i canali telematici, per chiarire gli aspetti più specifici delle nostre richieste”.

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