La madre della Baldin tolta dalla lista dei candidati del M5S

Il mistero è durato un paio di giorni. Nella lista dei candidati del Movimento 5 Stelle al Parlamento, dalla quale è stato estromesso il segretario particolare del sindaco Gilberto Boscolo, che tanto aveva puntato su queste elezioni politiche, non figura più Fiorella Moro, madre della consigliera regionale Erika Baldin, che era stata inserita in qualità di quarta supplente nel collegio Veneto 1.

Sin da subito, quando era apparso il nome della Moro tra i richiedenti di entrare nella lista dei candidati, la Baldin aveva immediatamente dichiarato che l’inserimento del nome della madre tra i candidati al Parlamento era un colossale errore della piattaforma Rousseau.

Ma la conferma domenica di Fiorella Moro, nella pagina del blog di Beppe Grillo inserita come quarta supplente nel collegio Veneto 1, aveva in realtà fatto crescere qualche sospetto sulle reali dichiarazioni della consigliera regionale.

Ed è proprio per questo che dopo che il nome della Moro è stata tolta dalla lista ha voltuo togliersi qualche sassolino dalla scarpa. “Nessuno – dice la Baldin – può permettersi di mettere in dubbio la mia onestà e questa ne è la prova. Per i malintenzionati che volevano danneggiare me e il M5S ho un solo messaggio: anche stavolta i fatti vi hanno travolti”.

“Quante altre volte – continua molto dura Erika Baldin – volete essere umiliati e sbugiardati dalla realtà?Vergognatevi, provo pena per voi e per il modo misero in cui agite. Adesso concentriamoci su questa campagna elettorale, sapendo che dovremo parare ancora molti colpi nei confronti dei nostri candidati ai quali auguro un grande in bocca al lupo. Contate sul mio supporto!”

(Nella foto: Erika Baldin)

One thought on “La madre della Baldin tolta dalla lista dei candidati del M5S

  • Gennaio 23, 2018 at 9:16 am
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    Non è che i “malintenzionati” vogliano danneggiare la Erika e i 5 stelle, sono i 5 stelle e la Erika che da soli si sono danneggiati.
    Chi è stato “umiliato e sbugiardato dalla realtà” è il vertice del movimento, Grillo e Casaleggio in primis, che hanno fatto passare per Vangelo una piattaforma piena di buchi.

    Per forza poi l’opinione pubblica trae la sua conclusione col dubbio che a queste “parlamentarie” via internet ci siano stati brogli : candidati scartati di cui non si conosce il perché; candidati ammessi a loro insaputa; cinque giorni per uno scrutinio digitale.

    E’ questa la tanto pubblicizzata democrazia digitale e trasparenza del voto elettronico ?

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