Lettera a mia figlia

Lunedì 15 Marzo 2021, è la giornata di sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare, e per sensibilizzare si propone di indossare un fiocchetto lilla.

Vogliamo condividere integralmente con Voi questa lettera, giunta in redazione da parte di una madre che scrive col cuore in mano per la propria figlia:

“Mercoledì 20 Gennaio 2021

È un momento difficile, di infinita tristezza e preoccupazione. Penso a quanto vorrei riuscire a fare e a quanto mi sento incapace e inutile. Tutto il mio coraggio e la mia costanza, la mia testardaggine, la mia tenacia ora non servono a nulla se non a farmi sentire una madre che ha fallito con la propria figlia.
Mai avrei pensato di sentirmi così scoraggiata e sconfortata da una situazione che è più grande di me e che, come tale, non riesco a gestire.
Quando si parla della salute dei figli non si è mai abbastanza…
Abbastanza preparati,
abbastanza lucidi,
abbastanza forti,
abbastanza elastici,
abbastanza determinati,
abbastanza informati,
abbastanza aperti,
abbastanza pazienti…
La voglia di riuscire a strappare tua figlia dalle mani di un pericolo invisibile fa vacillare tutte le tue certezze perché potresti fare errori imperdonabili e qualunque atteggiamento o risposta, in quel momento, potrebbero essere sbagliati.
La frustrazione diventa la tua compagna di viaggio assieme al terrore di perdere la cosa più cara e preziosa della tua vita.
Ma non è a me che penso.
Penso a mia figlia, alla sua età che non tornerà più, penso che questi dovrebbero essere gli anni della spensieratezza e dei sogni. Invece, per lei, ci sono inquietudine e incertezze. Tra noi ci sono state continue discussioni e incomprensioni.
Una gara a chi aveva l’ultima parola.
Questa fase sembra passata. Ora si parla, ovvero, parlo parlo parlo.
Non pensavo…non avrei mai pensato di dire : “MI ARRENDO, NON CE LA FACCIO PIÙ”
… Eppure ci sono dentro con tutti i piedi
e mi mancano le forze
e non ho più fiato
e mi tremano le gambe
e ho le lacrime in tasca
e non dormo più con tranquillità
e se dormo faccio degli incubi spaventosi.
La guardo e non mi capacito, è così magra, sembra uno scheletro.
Abbasso gli occhi, è troppo per me.
A momenti la vedo così fragile e indifesa, in altri è così forte e determinata…Ma questa tua determinazione dove ti porterà amore mio?

Ho paura di non essermi spiegata bene. Forse non sono abbastanza chiara quando ti dico che potresti avere dei grossi problemi alimentandoti in questo modo.
Tu, ora, dopo tanti mesi di discorsi infiniti, mi dici “hai ragione mamma”, ma tutto continua inesorabilmente, come se non ti avessi mai dato consigli o avvertimenti.
Ti ho desiderata così tanto che non puoi immaginare.
Sei il nostro orgoglio, la nostra gioia, la mia ragione di vita.
Sei speciale, intelligente e caparbia. Come hai fatto a cadere in questo tranello?
Forse non ti ho insegnato ad amarti, non abbastanza….
Dove ho sbagliato?
Quanto pagherei per poter tornare indietro per poterti tenere ancora fra le mie braccia e coccolarti ancora.
Ora non ti si può toccare, non ti si può baciare. Che dolore quando fai muro per respingerci con le mani scheletriche tutte rovinate e tagliate, quanto ti fanno male amore mio?

Impotente assisto alla mia creatura che annega senza riuscire a darle una mano, un appiglio, è tutto inutile, io che ti amo con tutta me stessa non riesco a trovare il modo per farti guarire…
Quando eri piccola ero capace e con coraggio affrontavo tosse, febbre e sinusite prendendole per le orecchie.
Ora non non riesco più a darti la sicurezza di cui hai bisogno, ma ti amo di un amore talmente grande che mi arrabbio quanta è la mia paura che possa succederti qualcosa di ancora più grave. E tu pensi che io sia arrabbiata con te…
No, non lo sono, sono più amareggiata con me stessa, delusa per non averti saputo allontanare da certi fantasmi pericolosi, gli stessi che stanno cercando di distruggere il tuo corpo e la tua mente.
Il disturbo alimentare non è un capriccio.
Non bastano più la comprensione, il dialogo la stima e un affetto smisurato.
Oltre a distruggere un corpo bello e giovane, può rovinare l’equilibrio di un’intera famiglia. Questa malattia sta mettendo a dura prova tutti noi.

In questo tempo sospeso, chiusi nelle nostre case senza abbracci né contatti umani, c’è anche questo…
E ci si sente ancora più soli.

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