Lettera alla cittadinanza di Fortunato Guarnieri

Il quadro della politica nazionale, confuso e inestricabile, non può, non deve coprire le responsabilità politiche di quanti, con ruoli diversi, osservano oggi quanto avviene nelle diverse realtà locali.
Questo angolo visuale, richiamando chi scrive una chiara appartenenza progressista e di sinistra, invita ad una analisi della realtà locale chiamata, il 3 e il 4 dell’ottobre prossimo, alle consultazioni elettorali per il rinnovo del Consiglio Comunale e del Sindaco.
Già si colgono le strategie più complicate ed improbabili, da una parte e dall’altra, volte più a garantire parti politiche in conflitto con altre e non, come auspicabile, ad individuare uomini e donne determinati a proporre idee per gli interessi più generali della Città di Chioggia.
Le dolorose esperienze degli ultimi anni, nella memoria di molti per l’assoluto immobilismo amministrativo, hanno condotto la Città ad una sorta di ”fai da te” pluricentrico senza che l’organo regolatore delle vicende economiche e sociali, la Pubblica Amministrazione Locale, sia minimamente intervenuta come soggetto di controllo e di propulsione.
Ciò premesso e ribadendo il massimo rispetto per gli uomini e le donne del centrodestra dai quali ci dividono in profondità le visioni di quale società vogliamo, ritengo che le forze progressiste che hanno contribuito in passato ad una esperienza di governo decennale, ricca di idee e di efficacia amministrativa, abbiano il dovere di riflettere su quanto avvenuto ma, anche, di superare le divisioni e polemiche che pure ci sono state.
Non vogliamo, non possiamo, non dobbiamo lasciare spazi a forze alternative alla nostra visione di politica sociale ed economica, ma, all’opposto, consumare un salto emotivo e culturale per approdare ad esperienze più responsabili e vicine agli interessi della Città.
Per tutto ciò ritengo che sia giunto il momento in cui, da parte di chi pensa di essere alternativo ad una destra sempre più radicale, si possa chiudere il tempo della polemica, dei distinguo e delle diversità lasciando cadere le rendite psicologiche, culturali e di parte ridefinendo, al contempo, il campo delle appartenenze per sgomberare lo spettro dello stare nel grigio delle furbizie politiche.

Ecco allora, per quanto poco io posso valere, che chiedo agli uomini ed alle donne di quella che ritengo essere l’area alternativa alla destra più radicale, locale e nazionale, di aprire una vera, rapida, nuova e orgogliosa fase alternativa, che proponga, nelle idee, nelle donne e negli uomini, una visione non furbesca e demagogica di quale realtà proporre alla Città, ma un insieme forte di esperienze e di fatti consolidati alternativi a storie di governo locale fallimentari.
Lo si può fare senza anteporre rancori e umori ma ragionando per quali obiettivi perseguire.

Fortunato Guarnieri

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