Lettera aperta sulla proposta di Chioggia capitale della cultura italiana 2024

Abbiamo appreso che la proposta di candidare Chioggia quale capitale della cultura italiana è stata accolta con convinzione non solo da numerose/i cittadine/i e dalle associazioni delle categorie economiche, ma soprattutto dall’amministrazione comunale che, nella persona dell’assessora Isabella Penzo, si è impegnata a compiere i passi necessari alla realizzazione del progetto, a cominciare dalla costituzione di un comitato che prepari il dossier da presentare al ministero competente, il Mibact.
Anche noi, che da molti anni ci occupiamo del bene-essere nella/della nostra città, vorremmo portare un contributo di idee e di pratiche, ponendo l’accento, soprattutto su uno dei requisiti essenziali previsti dal bando di partecipazione,* che, tra gli obiettivi elencati all’art. 3, punto g, prescrive “il perseguimento della sostenibilità così come indicato dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU”. Oggi è unanimemente accettata la definizione data nel 1987 dall’allora presidente della Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo, la norvegese Gro Harlem Brundtland, nel rapporto Our Common Future: “Lo sviluppo sostenibile è lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”.
L’Agenda 2030, in ottemperanza a tale proposito, elenca 17 ambiziosissimi goal (nel significato proprio di “traguardi”) rivolti al mondo intero, ciascuno dei quali declinato in diverse direttive. All’art. 11 (Città e comunità sostenibili), ad esempio, si invitano i centonovantatré Paesi ONU a “fornire l’accesso a sistemi di trasporto sicuri, sostenibili, e convenienti per tutti, migliorare la sicurezza stradale, in particolare ampliando i mezzi pubblici” e a “fornire l’accesso universale a spazi verdi pubblici sicuri, inclusivi e accessibili”; altri non pochi articoli, riguardanti le persone e il loro diritto alla salute, all’agio, all’istruzione, raccomandano di contrastare l’esclusione sociale. In Italia è stato istituito un apposito organo della Presidenza del Consiglio, denominato “Benessere Italia”, cui spetta il compito, tra gli altri, di rilevare pure i “cambiamenti nell’utilizzo del suolo”.

In qual modo assolvere, dunque, agli adempimenti essenziali per la presentazione della candidatura?
Chioggia è bellissima, il tessuto urbano del suo centro storico è mirabile e unico, possiede chiese, palazzi e monumenti, ma presenta aspetti inconciliabili con le caratteristiche richieste. Giustamente le organizzatrici e gli organizzatori vedono nella candidatura uno stimolo per orientare la città verso traguardi alti, verso rinnovamenti benefici che vanno oltre l’assegnazione del riconoscimento. Noi auspichiamo una mobilitazione che attinga alla storia dei successi delle epoche trascorse come a una energia, una fonte di emulazione per rinnovarli nel presente. Non per nulla Chioggia possiede il secondo archivio storico più importante del Veneto.
Per perseguire con successo lo scopo prefisso, a nostro avviso, debbono essere attuati interventi improcrastinabili:
• organizzare vaste aree verdi alberate, al posto dei nuovi casermoni sia ai Ghezzi sia alla Batteria Penzo;
• redigere un serio programma per iniziare e portare a termine i restauri degli edifici pubblici degradati: Palazzo Granaio, ancora in ristrutturazione e per cui non è stata ancora decisa la destinazione a pinacoteca, l’ex cinema-teatro Astra abbandonato da tempo, la Loggia dei Bandi chiusa, l’Arena “Eleonora Duse”, in disfacimento;
• procedere ad azioni di forte contrasto alla risoluzione della Regione di sopprimere il già scadente servizio ferroviario di collegamento con Rovigo, e a decise pressioni sulla Regione stessa e sul governo affinché amplino la rete ferroviaria, in considerazione sia dell’impatto ambientale sia della pericolosità della Romea, unica strada di collegamento col territorio circostante.
• procedere ad altrettante pressioni sul governo affinché venga definitivamente smantellato il mastodontico impianto Gpl, assolutamente discordante con il diritto alla salute;
• provvedere, nel rispetto della normativa e della storia, alla tutela del centro storico che ha fatto guadagnare a Chioggia il titolo di “città d’arte” e che dovrebbe essere considerato e tenuto come museo d’arte a cielo aperto, mentre oggi è alterato dai numerosi abusi edilizi, dal traffico incontrollato, dal disordine visivo delle strutture dei pubblici esercizi, dalla sporcizia. Tutti fattori che ne alterano la bellezza e la godibilità.

Un altro intervento improcrastinabile concerne le tematiche relative all’inclusione, altro principio fondamentale non solo della Agenda 2030, ma dello stesso bando che al punto 3.1.a statuisce “il rafforzamento … dell’inclusione sociale”. La nostra città, ricca di una tradizione di accoglienza, lascia ai margini alcune fasce della popolazione. Accanto alle tante più che meritevoli iniziative di volontariato e di disponibilità verso altre/i (l’elenco sarebbe lunghissimo), si sta però perdendo tra la gente quel sentimento di comunità allargata, caratteristico di Chioggia, grazie al quale chi arrivava si sentiva a casa propria. Sentiamo profondo il desiderio di rispetto per umani e ambiente, di gentilezza, di reciprocità, di cortesia, di sorriso, di benevolenza, di concordia, di armonia.
Questa può essere l’occasione per coinvolgere tutte/tutti nell’orgoglio di abitare in una meravigliosa città e nell’attivazione di un ampio programma educativo, imparando insieme, a cominciare dalle bambine e dai bambini, ad amare la sua tradizione artistica, musicale, scientifica, artigianale (si pensi alla creatività delle nostre merlettaie), a prendercene cura, a ravvivare le relazioni, le quali restano la tessitura essenziale su cui si regge la vita di una comunità. L’occasione che ci consenta di fare di Chioggia una vera “città della cultura”, una cultura diffusa, partecipata, feconda, trascinante, appassionante.

Ringraziando per l’attenzione, auguriamo un proficuo lavoro al costituendo comitato e a coloro che vorranno impegnarsi nel condurre a buon fine questa meritevole iniziativa.
Cordiali saluti.

Insieme ArTe – Amare Chioggia Gruppo per la cura della città


* Bando per il conferimento del titolo di “Capitale italiana della cultura” per l’anno 2021.

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