Lettere in redazione: La mia bella Chioggia che fatico a ritrovare

Riceviamo e pubblichiamo una lettera arrivata in redazione, sotto forma di commento ad un nostro articolo di qualche mese fa intitolato “Troppo bella da far paura”, inviataci dal nostro lettore Dino Doveri che, chioggiotto di origine, vive da più di 50 anni in un’altra città.




Sono un chioggiotto che è emigrato, causa forza maggiore, nel 1963. Avevo 17 anni. Ora risiedo a circa una novantina di chilometri. Ogni qualche mese faccio una rimpatriata. Impressioni: Romea, tratto lagunare prima di entrare a Sottomarina-Chioggia: piazzole di sosta invase da immondizia! E’ il biglietto da visita. Chiesto qui in città ma tutti si passano il fiammifero acceso e in sostanza si evince che non si sa di chi sia la competenza e anche se si venisse a sapere, non si può andare a comandare in casa d’altri. No? All’insegna del “cane non mangia cane”.

Intanto la visione poetica della laguna (e di Chioggia), tra quinte di immondizia farà il giro del mondo. Ho visto gente fotografare… Canal Vena: la fiera del barchino da “caparossoli” motorizzato da centinaia di cavalli. Sembra di essere a Genova al Salone Nautico. Una poesia che non ti dico. Il bel canale con tutte le barche tipiche della marineria chioggiotta? Le vele colorate e gli “ostregheri” ad asciugare? Boh! E pensare che il turismo viene a portar soldi, tanti soldi, sopratutto per vedere “quella” Chioggia “tipica”. Ci sono un paio di valorosi “bragossetti” stanchi e vetusti sulla riva del Museo della Laguna, chissà se prima o poi non li vedremo adagiati in “seca”, e… FINE-STOP-BASTA.

Una volta i pittori di mezzo mondo si piazzavano sui ponti a sfornare quadri di cotanta bellezza. Ma ora? Io non vedo pittori! Vai sul Porto canale di Cesenatico e vedi quello che dovresti vedere a Chioggia: “bragossi”, “trabacoli”, “burci”, “sanpierote” e “scioponi”! A Cesenatico! A Chioggia no! Non qui noi no! Siamo moderni e lanciati in un avvenire di soli (intesi come astri), dell’avvenire, nascenti! Le calli immortalate da mille fotografie in bianco e nero? Tempi moderni! La calle è diventata un unico grande parcheggio: quella calle che volevi vedere con i suoi sottoportici, i “capitei”, angoli di una bellezza sconvolgente, e corti e prospettive e scorci improvvisi, è divantata Calle Fiat, Calle Mercedes, Calle Ford. A quando i Veneziani, adottando il pensiero chioggiotto, il parcheggio lo faranno in Campo Santa Maria Formosa o in Campo Sant’Angelo invece che a Mestre? Nuove costruzioni? Bisognerebbe promuovere (almeno va a far danni in altri luoghi), chi ha dato il permesso di costruire le magnificenze della cittadina architettura abitativa moderna, al posto delle vecchie e oramai non più attuali estetiche della Chioggia da cartolina.

Tutto moderno, bello asettico, anonimo, insulso, ed insignificante. Ma funzionale al pensiero dell’ammasso… Ma anche su questo tema, non si troverà mai il responsabile. Statene sicuri.

Ed il Granaio? Ma robe da matti! “Il tempo passa e tutto se ne va” diceva una triste canzone. Non cambia nulla dall’attuale andazzo nazionale. Il politico moderno sa come fare! Sennò non farebbe il politico che notoriamente “rappresenta” il popolo che lo ha votato: “Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri e traditori, non è vittima. È complice (George Orwell)”. Ma allegria! Dice bene il Sig. Daniele Zennaro: tutti colpevoli e come si fa all’italiana (ma in questo caso alla “chioggiotta”), il rimbalzarsi le responsabilità sarà in futuro, quando avremo un Chioggia anonima, scialba ed insignificante e bagnata da canali dove l’immondizia la farà da padrona (più di adesso), sarà l’attività politica maggiore frequentazione. Datevi da fare, ma non alla moda attuale (gridare e baruffare in “ostaria”), e poi il nulla. Datevi da fare efficacemente!

Un innamorato di Chioggia. Dino.




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