L’inaugurazione della ferrovia (1887)

L'inaugurazione della ferrovia di Chioggia
L’inaugurazione della ferrovia di Chioggia

Furono tre giorni di grande entusiasmo, dal 22 al 25 maggio del 1887, quelli che accompagnarono l’inaugurazione della ferrovia e della stazione di Chioggia. Prima ancora che albeggiasse una folla di cittadini curiosi aveva affollato il piazzale della stazione ed il pontelungo. E dopo che la banda aveva suonato l’inno festoso, la folla divenne ancora più numerosa quando alle 8.45 del 22 maggio giunsero in stazione cinque bellissime carrozze che trasportavano il vescovo, mons. Marangoni e le autorità cittadine.

Il vescovo impartì la benedizione alla ferrovia e auguro grande prosperità all’avvenire di Chioggia, mentre alle 10 la folla e tutti i convenuti si spostarono in Piazzetta Vigo dove erano attesi da Venezia i deputati e le autorità della provincia, che poi vennero accompagnati alla stazione dove il treno era impaziente di ripartire per Adria, da dove era giunto. Ad Adria le autorità di Venezia si unirono a quelle di Rovigo e ben 42 vagoni ripartirono per Chioggia tra due ali di folla che accompagnarono il treno lungo tutto il tragitto.

Non appena il treno fu in vista della stazione di Chioggia, gli evviva della folla e le note della banda si confusero assieme, mentre le campane delle chiese suonavano a festa. Dalle carrozze scesero 1.200 persone ed il sindaco tenne un breve discorso. La festa si spostò poi in Municipio dove si tenne un banchetto ufficiale mentre, lungo il corso, migliaia di palloncini accesi pendenti dalle finestre offrivano uno spettacolo stupendo. La sera fu dedicata al teatro con l’esecuzione della “Forza del destino” di Giuseppe Verdi.

La festa continuò anche il giorno successivo con un concerto tenuto a mezzogiorno in Sala Consiliare dall’orchestra del Garibaldi, diretta dal maestro Bonicioli. Alla sera la piazza fu illuminata magnificamente e si bruciarono bengala in grande quantità.

Il terzo giorno fu dedicato alla festa delle società cittadine, degli operai e al banchetto parteciparono, tutte assieme, le varie classi dei cittadini. La sera, dopo che la piazza venne illuminata, la folla si recò al Pontelungo per assistere ad uno spettacolo pirotecnico per poi rimanere a festeggiare fino all’alba.

(Liberamente tratto da un articolo apparso nel periodico “La Giovine Chioggia” del maggio 1887)

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