Lo sfogo di un imprenditore storico di Chioggia

L’accanimento dell’amministrazione comunale e delle forze di polizia locale, forse dovrei dire meglio da parte di qualcuno al loro interno, arriva in un momento alquanto delicato.
Infatti la ripartenza della stagione turistica e lavorativa coincidono in questi giorni per tutte le attività come la mia che per oltre sei mesi sono state ferme forzatamente.
Prendere un provvedimento di sospensione degli intrattenimenti musicali adesso giustificando la causa con avvenimenti successi ad agosto 2020, già sanzionati e ancora in procedimento di ricorso, è alquanto inconcepibile e inaccettabile.
La mia attività, il Budapest Caffè aveva ripreso dal 1 maggio con autorizzazione comunale a intrattenere i clienti con l’ausilio del dj e rispettando le normative imposte dall’emergenza Covid e da un ordinanza emessa dal Comune a ottobre 2020, il sabato pomeriggio e la domenica pomeriggio per restare in pari con altre attività simili sul lungomare che già pubblicizzavano eventi.
Ricordo inoltre che durante tutto il mese di maggio vigeva il coprifuoco prima alle ore 22:00 e poi alle ore 23:00, Orari fuori dal disturbo alla quiete pubblica.
Ora a distanza di 10 mesi dall’evento scatenante porre uno stop alla mia attività proprio sull’inizio della stagione causa un enorme danno economico , di immagine e di avviamento e fa pensare ad un accanimento nei nostri confronti. Pur avendo più volte sollecitato un incontro chiarificativo tra l’amministrazione comunale e le varie forze dell’ordine per capire come la mia attività e simili possano lavorare con direttive e norme concordate e non soggette alle interpretazioni dei singoli agenti di controllo o impiegati comunali, nessuno fin’ora si è fatto sentire. Ad oggi dopo il mega controllo subito il 1º maggio 2021 con oltre 20 agenti e 7 pattuglie, vige la totale anarchia e mancanza di rispetto delle normative covid e per gli intrattenimenti musicali su tutto il territorio comunale, senza che alcun controllo o sanzione siano stati eseguiti.
Ovviamente sarà fatto il possibile attraverso le vie legali per individuare colpe e responsabilità di chi ha firmato l’ordinanza, sperando che in futuro, visto che la stagione è ancora agli inizi ci sia un dialogo e un regolamento che valga per tutte le attività simili.

Adolfo Tiozzo

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