Il mare mangia la spiaggia, preoccupati i balneari

Prima il forte vento di scirocco che allunga l’onda del mare, poi le raffiche di bora che increspano le onda e le rendono alte e violente. Così il mare che sbatte sul litorale si porta via ampie porzioni di spiaggia, tanto a Sottomarina quanto a Isola Verde. E se a Isola Verde il fenomeno dell’erosione dell’arenile è noto purtroppo da tempo, ad esso ora si aggiunge anche la situazione poco lusinghiera della parte sud del litorale di Sottomarina.




L’acqua, anche stavolta, in questi tre giorni di maltempo, è penetrata profonda fino a lambire addirittura gli stabilimenti, come era accaduto recentemente in una mareggiata di inizio stagione quando ombrelloni, cabine e lettini stavano già sulla spiaggia. Il problema è che si va incontro all’inverno e questa non è altro che la prima di, evidentemente, tante altre mareggiate.

La diga soffolta non ha risolto alcun problema, la diga sulle foci del Brenta se da un lato permette alle acque inquinate del fiume di finire al largo, dall’altro non consente il naturale ripascimento della parte meridionale del litorale di Sottomarina che va, in pratica dal Granso Stanco fino alla foce. Rispetto ad un tempo, quando non c’erano le dighe sul Brenta, la sabbia compie un giro molto più largo e finisce a ridosso della diga nord dove, in effetti, la spiaggia è, al contrario, cresciuta.

Insomma monta la preoccupazione tra gli operatori degli stabilimenti balneari, visto che nemmeno le barriere che vengono poste dopo la stagione estiva servono a molto.

“Se la situazione di Isola Verde – spiega Luciano Serafini di Gruppo Turismo Chioggia – in qualche modo già si conosceva, diventa molto preoccupante quanto sta accadendo nella zona sud della spiaggia, tra il Granso Stanco e la foce del Brenta, nella parte dove sfociano a mare molti campeggi. Il mare ha eroso molto di più di quanto si aspettavano i gestori degli stabilimenti balneari e la realtà è molto più preoccupante rispetto a quanto preventivato e siamo, praticamente, alla prima vera mareggiata della brutta stagione”.

“Sollecitiamo – conclude Serafini – quegli interventi necessari affinché il mare non si mangi più la spiaggia. C’è bisogno di quel protocollo di intenti, tra Comune e Regione, già attivo in altre località del litorale veneziano, ma serve agire con urgenza”.

(Nella foto di repertorio: gli effetti di una mareggiata)




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