Nicola Pecchie (FDI): Pesca, serve una strategia del mare

Fratelli d’Italia entra nella discussione politica sul futuro del comparto ittico alla vigilia delle decisioni che dovrà prendere Bruxelles in merito alla riduzione dei giorni di pesca. Lo fa con il senatore Luca De Carlo, che attacca direttamente Draghi e il suo Governo, colpevole di essere troppo morbido nei confronti dell’Europa; lo fa con il consigliere regionale Raffaele Speranzon, che chiede un tavolo di crisi allargato alle Regioni limitrofe e lo fa infine con Nicola Boscolo Pecchie, responsabile del Dipartimento Regionale per la pesca che propone una strategia del mare.

“Chiediamo a Draghi – domanda De Carlo – se si sente più uomo BCE o capo del Governo italiano, a fronte dell’immobilismo con cui sta passivamente assistendo allo sfratto della pesca dai nostri mari, in particolare dal mare Adriatico. La politica comune della pesca sta attuando una strategia tesa a una drastica riduzione dello sforzo di pesca che, rispetto al 2019, nel 2024 sarà del 40% superiore all’attuale. Va quindi richiamata l’attenzione delle istituzioni sul modello di gestione del settore che si differenzia tra i vari mari europei, a cominciare dai comparti dello strascico e della volante, che forniscono ai mercati gran parte del prodotto. In Veneto si rischia che molte imprese di pesca e dell’indotto vadano sotto la soglia di redditività minima, specialmente dopo il paventato rischio di rincaro ingiustificato del gasolio”.

“Le manifestazioni del settore – afferma invece Speranzon – sono state ignorate ed è ora tempo di fare la voce grossa, di istituire un tavolo di crisi regionale allargato a Friuli Venezia Giulia e Romagna, per aumentare le capacità contrattuali sui tavoli europei, che non possono confrontarsi da sole con stati nazionali come la Croazia e la Slovenia, che hanno un’incidenza della pesca sulle loro agende ben superiore a quella dell’Italia”.

Serve una strategia del mare – aggiunge infine Nicola Boscolo Pecchie – perché un Paese con 8.000 chilometri di coste non può considerare la pesca come una questione minore. La costa del Veneto vive di pesca, sia in termini economici, che culturali, identitari, aspetto che spesso non viene compreso se non si guarda con consapevolezza al settore ittico”.

(Nella foto: Nicola Boscolo Pecchie)

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