Offese razziste a medico di colore, la solidarietà della città

Aveva semplicemente avuto il torto di compiere bene il suo lavoro, che consiste nel fare il medico fiscale e quindi controllare lo stato di malattia di lavoratori dipendenti che hanno presentato regolare certificato medico per essere impossibilitati di andare al lavoro. Non solo ma come ulteriore “aggravante” aveva pure il torto di essere un medico nero, condizione che ha scatenato gli impulsi razzisti del lavoratore in questione , ma anche dei suoi suoi vicini di casa.

I fatti risalgono al 2 giugno quando il medico fiscale dell’Inps si reca in una palazzina di via della Fossetta per una visita fiscale ad un lavoratore che si trovava in malattia e che, dalle 17 alle 19, doveva essere a casa sua per permettere il controllo. Al suo arrivo, però, il medico non ha trovato nessuno e, sette minuti dopo, avvertito dai suoi familiari, il presunto “malato” che si è presentato in costume da bagno non solo no ha saputo giustificare la sua assenza ma ha aggredito il professionista rompendogli il tablet di servizio per poi minacciare ed insultare il dottore con epiteti a sfondo razziale. Vistosi minacciato ha chiesto invano ai vicini di casa di chiamare la polizia per poi cercare di fuggire con l’auto che il solito “malato” aveva danneggiato spaccando con forza la maniglia della portiera.

Sui social la compagna del medico aggredito sfoga tutta la sua rabbia per un atto di inciviltà che ha raccolto la solidarietà del presidente dell’ordine dei medici, Giovanni Leoni che ha denunciato il fatto. “Succede – scrive la donna – che stai aspettando con la tua bimba che il suo papà torni dal lavoro per mangiare una pizza ed invece ti arriva una telefonata in cui lui ti dice, con voce strozzata, che ha chiamato la polizia perché lo stanno inseguendo in moto e lo vogliono picchiare. Se sei un medico fiscale nero e lavori a Chioggia è questo quello che ti succede. Succede che tutto questo avviene davanti ai vicini affacciati alle finestre ed ai cancelli e, mentre tu chiedi “Per favore chiamate la polizia, per favore aprite il cancello”, loro ti guardano sghignazzando, si piazzano sulla sedia che lui ci ha messo davanti per bloccarti e si prendono gioco di te dicendo “No, adesso te la vedi tu con lui”. Non importa se sei la persona più buona e corretta del mondo, se ti sei laureato in medicina a Padova, se parli italiano meglio di molti italiani e se ti presenti sul lavoro sempre ben vestito e con un cartellino identificativo, se sei sempre cordiale ed educato. A Chioggia sei un nero di m… Non è più ignoranza, maleducazione o stupidità. Questa è violenza. Violenza del branco”.

Non tutta Chioggia, fortunatamente, è razzista e intollerante. Esiste anche una Chioggia accogliente, come sottolinea Barbara Penzo, segretaria locale del Partito Democratico, che esprime tutta la propria solidarietà al medico dell’Inps. “Tutta la mia vicinanza – afferma la Penzo – e solidarietà al funzionario medico Inps che nella sua attività ispettrice è stato vittima di una vergognosa verbale aggressione. Conosco una Chioggia inclusiva, accogliente e antirazzista e ritengo che questo sia un germe che deve crescere non quello dell’odio e della violenza. Questo episodio va condannato e deve ricordarci che c’è un processo culturale inclusivo da avviare nel nostro territorio. Mi rammarica e mi rattrista e porgo, da cittadina, le mie scuse al medico con la certezza che la città di Chioggia saprà in futuro accoglierlo con il rispetto dovuto“.

(Nella foto: l’isola della Fossetta)

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