Rischio Gpl e dovere del Comune (2^ parte)

Nella prima parte pubblicata su questo giornale l’8 febbraio abbiamo ricordato la necessità di dare supporto tecnico alle paure della popolazione, tenuto conto che la autorizzazione del deposito è stata data nel 2015 senza VIA e senza VAS (Valutazione Ambientale Strategica). Sappiamo che in parte la lacuna è coperta da qualche  settimana dall’incarico del Comitato NO GPL ad uno studio tecnico ambientale di San Donà, ma che servirebbe a maggior supporto la attivazione da parte della amministrazione di un Elaborato di Rischio Incidente Rilevante (ERIR) previsto dall’art. 22 della normativa Seveso in collegamento col PAT, piano di assetto territoriale, in pratica una variante del PRG, in grado di mostrare dettagliatamente i vari scenari di rischio e le necessarie distanze di sicurezza per un impianto cd. Seveso, cioè a rischio appunto rilevante. Il sindaco in varie occasioni ha richiamato  la necessità di riprendere in mano la bozza di PAT ricevuta dal Comune a metà 2014, dunque si prenderebbero due piccioni con una fava, il PAT aggiornerebbe da un lato  la pianificazione generale e dall’altro con l’ERIR informerebbe adeguatamente la popolazione sui rischi del GPL.

In questa seconda parte a conforto della necessità di riprendere in mano il PAT aggiungiamo che la legge (art. 4 L.R. 11/2004) prevede espressamente per tale piano  la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), che se non fornisce i dettagli della VIA legata specificamente ad un impianto, nel nostro caso il GPL,  certamente, in collegamento con l’ERIR, mostra gli impatti generali sull’ambiente, la sicurezza etc, dei vari fattori  critici di rischio nel territorio, in primo luogo del deposito GPL. Nei siti chioggia.org e beniaminoboscolo.it sono pubblicati alcuni atti relativi al  nostro PAT, dal 2008 al 2015, ivi compreso il riferimento alla procedura di VAS attivata in Commissione Regionale VAS. La amministrazione ha dunque una strada già tracciata, una bozza di PAT, una VAS già avviata, un ERIR da commissionare.

Il giorno dopo la pubblicazione della prima parte di queste note, il 9 febbraio  la amministrazione ha reso noto di stare attivando uno studio sui rischi del deposito GPL collegato al Piano di protezione civile e di aver diffidato la Città Metropolitana a fare la VIA. Nulla da dire sulla protezione civile e sulla utilità della diffida per la VIA, ma non è chiaro perchè non si percorra in primo luogo   la strada maestra segnata dalla normativa Seveso collegata al PAT-VAS-ERIR, che certamente avrebbe effetto positivo sia sulla protezione civile e sia sul dovere della Commissione VIA provinciale di fare la VIA. Nel nostro caso aggiornare il PAT significa svolgere i principali “compiti  per casa” di una amministrazione comunale, pianificare il territorio e informare la popolazione sul rischio rilevante di un impianto cd. Seveso.

Giuseppe Boscolo

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