Salvini in tour elettorale a Chioggia promette l’autonomia del Veneto

Matteo Salvini, leader della Lega, è già in campagna elettorale. E nel suo tour verso le elezioni di settembre ha fatto tappa a Chioggia, dopo essere passato per Porto Tolle, tra gli allevatori di cozze, vongole e ostriche. Atteso in città da tutti i vertici provinciali e regionali del Carroccio, Salvini ha incontrato le categorie economiche più importanti della città: dai pescatori, agli agricoltori, ai balneari, ma non si è fatto mancare un tuffo tra la gente comune che lo attendeva in bar Pedavena, sotto i portici, in Corso del Popolo.

LAVORO E AUTONOMIA. Salvini si è intrattenuto con il sindaco Mauro Armelao e con il consigliere regionale Marco Dolfin che hanno fatto gli onori di casa, assieme al segretario locale Gaetano Doria. «Siamo partiti dai pescatori a Porto Tolle – ha dichiarato Salvini in una sorta di improvvisato comizio sotto il tendone del bar -, tra cozze, vongole, ostriche, lavoro, mentre i capi della sinistra, a Roma, litigano sui collegi e sulle alleanze. Noi siamo in mezzo ai lavoratori, perché la priorità del Paese non può che essere il mantenimento dei posti di lavoro. Chi sceglie, sa che non sceglierà le tasse, le patrimoniali che lasciamo a Letta e alla sinistra. Ho chiesto a Zaia di avere il punto di programma preciso alla virgola sull’autonomia, perché si è già perso troppo tempo per colpa di PD e Movimento 5 Stelle. Metterò personalmente in mano a Berlusconi e alla Meloni il programma e sono sicuro che arriveranno le firme, perché autonomia significa efficienza, responsabilità, modernità, sviluppo, territori. Quindi meno tasse, la flat tax, un po’ di burocrazia in meno che con l’autonomia è garantita».

IMMIGRATI. Nel mini comizio tenuto da Matteo Salvini non poteva mancare almeno un cenno alla lotta contro la migrazione clandestina, suo cavallo di battaglia di parecchie campagne elettorali. «Il sindaco di Chioggia è un poliziotto – ha detto – ed io ho fatto il ministro per un anno, se ci date fiducia torneremo a proteggere i confini del nostro Paese, per ridare sicurezza nelle nostre città, perché non è possibile vedere migliaia di sbarchi incontrollati. Pensate: nel mese di lgulio ci sono stati più sbarchi che in tutto il 2019 quando c’era la Lega al governo. Con 6 milioni di italiani di poveri che devono scegliere se pranzare o cenare non possiamo permetterci di mantenere migliaia di clandestini che sbarcano ogni giorno. Noi vogliamo proteggere gli italiani ed il loro lavoro».

PESCA. A Chioggia, in primis, Salvini ha incontrato i rappresentati della pesca chioggiotta, comparto da tempo in sofferenza. «La prima industria tra Chioggia e Porto Tolle – ha ribadito il leader del Carroccio – è la pesca, che per noi, assieme all’agricoltura, sarà sempre una priorità. Ci sono progetti bloccati dalla burocrazia che sono da finanziare. Noi abbiamo le idee chiare e sappiamo già dove mettere le mani dal 26 settembre (il giorno dopo le elezioni, ndr), sia a Roma, al ministero delle politiche agricole, che a Bruxelles».

(Nella foto: la giornata chioggiotta di Matteo Salvini)

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