Scattato il fermo pesca, ma i problemi non sono scomparsi

Da venerdì 29 luglio è scattato il fermo pesca per tutte le flotte pescherecce dell’Adriatico settentrionale, da Trieste ad Ancona. Fermo pesca che per i rapidi (ramponi) durerà fino all’11 settembre (ritorno in mare lunedì 12 settembre), mentre le volanti si fermeranno ufficialmente lunedì 1 agosto e rimarranno ormeggiate a riva fino al 31 agosto per riprendere la via del mare il 1° di settembre.

Fermo pesca che arriva dopo alcuni mesi turbolenti per il comparto ittico, che si è trovato a combattere mille e più problemi, dal caro gasolio, alla guerra in Ucraina, alle sempre più stringenti misure europee che tendono a diminuire sempre più lo sforzo di pesca.

Agosto sarà il mese della riflessione, delle proposte da portare sui tavoli che contano per cercare di trovare una soluzione per tenere il settore vivo. Fino adesso ha prevalso l’idea di uscire in mare solamente 48 ore la settimana che, quantomeno, comporta una tenuta del prezzo del pescato. «In questo mese, mentre saremo fermi per il tradizionale stop biologico – spiega l’armatore Elio Dall’Acqua -, faremo diverse riunione per stabilire la strategia da adottare in autunno. Per adesso siamo riusciti a rimanere a galla, nonostante il caro gasolio, perché uscendo solamente 48 ore la settimana si sono mantenute le quotazioni del pescato su livelli buoni. Credo che questa debba essere la strada da perseguire anche a settembre, quando torneremo in mare. Molti armatori la pensano come me, altri si devono ancora convincere».

Anche perché a settembre ci sarà sicuramente molto più pesce. Vengono, per esempio, segnalate notevoli quantità di triglie (barboni), attualmente ancora sotto misura ma che dopo il fermo pesca saranno delle dimensioni giuste. «Per questo – continua Dall’Acqua – sarà importante tenere sotto controllo lo sforzo di pesca, perché altrimenti si rischia di portare al mercato una quantità spropositata di pesce che poi va venduto a prezzi stracciati».

Insomma il fermo pesca consentirà di prendere decisioni importanti, ma anche di capire come incentivare la nuova occupazione, visto che molte barche sono sotto quota per la mancanza di personale, altro punto oscuro in un mare sempre più ricco di guai.

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