Secondo la ING italiani campioni di eco sostenibilità

Redazionale sponsorizzato – Gli italiani sono campioni di eco-sostenibilità. A confermarlo è una recente ricerca di ING commissionata nell’agosto del 2019 ad Ipsos e che ha visto protagonisti ben 15.145 soggetti di 15 Paesi diversi: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Spagna, Turchia, Regno Unito, Australia e Stati Uniti.

Durante l’indagine gli intervistati hanno risposto a domande relative al comportamento adottato in relazione alla gestione dei rifiuti, del riciclo e del riutilizzo degli oggetti ovvero come si pongono nei confronti delle classiche “3R” cardini dell’economia circolare.

Le risposte date hanno evidenziato come gli italiani abbiano una spiccata attenzione ai temi ambientali e all’eco-sostenibilità in generale, con una decisa volontà di optare per comportamenti e azioni specifiche per cercare di contrastare efficacemente la crisi ambientale.

In tal senso, il nostro Paese è disposto a perdere qualche punto percentuale di Pil pur di favorire la protezione ambientale. Di fatto ben 3 italiani su 4 – pari al 77% del totale degli intervistati – appoggiano una crescita economica più lenta, ma sostenibile nell’ottica di un’economia pienamente circolare.

Di certo, ciò che preoccupa maggiormente i consumatori a livello globale è non solo il cambiamento climatico in sé, alterazione che colpirebbe non poco il bacino mediterraneo, ma anche la diffusione sconsiderata dei rifiuti in plastica. In tal senso, gli italiani si confermano fra i più preoccupati con un range compreso fra il 39% ed il 35%. E anzi, chiedono esplicitamente alle aziende di ridurre l’uso della plastica e soprattutto di aumentare la quota di riciclo a più livelli.

Come ripreso da Repubblica, sempre all’intero della sezione ING news del sito ufficiale dell’azienda, troviamo anche le percentuali relative alla raccolta differenziata operata dagli intervistati. Con fierezza, i dati collocano ancora una volta al primo posto gli italiani fra i più virtuosi con il 92% degli intervistati che esegue quotidianamente la raccolta differenziata. Seguono con discreto distacco la Germania con il suo 87% e la Francia con l’83%. Chi ricicla di meno, invece, sono gli Stati Uniti, che si collocano quale fanalino di coda con solo il 53%.

Interessanti sono anche i dati relativi al riutilizzo degli oggetti. Già da anni si sta combattendo per contrastare il fenomeno dell’obsolescenza programmata tipico non solo del settore tecnologico, ma di ogni prodotto commerciale. Gli intervistati si sono detti molto sensibili in tal senso, affermando di voler riparare gli oggetti anziché smaltirli, conveniente non solo per l’ambiente ma altresì per il portafoglio. Gli italiani sono propensi al riciclo nel 64% dei casi, subito dietro alla Turchia con il 70%, la Spagna con il 69% e la Romania con il 66%. 

Se da una parte c’è attenzione al problema da parte dei privati, non tutte le aziende riescono a seguire dei processi completamente green. Secondo i dati rilevati dall’Alliance for Corporate Trasparency, solo il 47% delle aziende sta attualmente seguendo una direzione eco-sostenibile, mentre le altre riscontrano non poche difficoltà ad adottare processi più in linea con l’economia circolare.